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Emergenza Covid

C'è l'ordinanza di Speranza, la Sicilia in zona arancione: ma per i vaccinati non cambia nulla

L'Isola ha sforato tutti e tre i parametri che determinano il cambio di colore: incidenza, ricoveri ordinari e terapie intensive. Nessuna variazione di rilievo per i possessori di super green pass, restrizioni in arrivo invece per i circa 560 mila che hanno deciso di non immunizzarsi

Come già anticipato da giorni la Sicilia da lunedì diventerà zona arancione. L'Isola infatti ha sforato tutti e tre i parametri che determinano il cambio di colore: nell'ultima settimana l'incidenza è stata di 1.169,4 nuovi casi su centomila abitanti (soglia di 250), l'occupazione dei reparti ordinari è salita al 36,6% (il tetto è il 30), quella delle terapie intensive al 20,2 (tetto del 20%). Ma se per chi possiede il super green pass (i vaccinati) non cambia nulla, maggiori restrizioni arriveranno invece per i non vaccinati che non potranno spostarsi dal proprio comune se non per comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute. E in Sicilia sono circa 560 mila.

Quattro nuove regioni in zona arancione

Sono quattro dunque le Regioni che superano le soglie dei parametri che aprono al passaggio dalla zona gialla a quella arancione: Abruzzo, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. La Valle d'Aosta evita la zona rossa. Puglia e Sardegna vanno in giallo. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, alla luce dei dati del monitoraggio settimanale, ha firmato la nuova ordinanza.

Che cosa è consentito cosa è vietato in zona arancione e gialla - la tabella

Sicilia in arancione, cosa cambia

Se non vi è ormai più differenza tra zona gialla e bianca, in zona arancione e in zona rossa che le cose cambiano sul serio. Con il nuovo decreto-legge del 29 dicembre dal 10 gennaio si applica anche alla zona bianca e gialla l’obbligo di super green pass per accesso alla stragrande maggioranza delle attività, tranne in due specifici casi: l’accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (esclusi alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi) e l'accesso agli spogliatoi.

In zona arancione però gli spostamenti dal proprio comune con oltre 5 mila abitanti con mezzo proprio verso altri comuni o fuori dai confini di Regione/PA richiedono green pass semplice, oppure motivi di lavoro, necessità, salute, o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Invece non vi è alcun limite di spostamento in zona gialla.

Ricordiamo che dal primo febbraio scatterà la normativa introdotta dall'ultimo decreto green pass il 5 gennaio scorso che - stabilendo l'obbligo vaccinale per gli over 50 - ha dettagliato anche dove non sarà richiesto il super green pass e le poche attività esentate dal richiedere anche il green pass base all'accesso.

Le reazioni

“La zona arancione contribuisce a rendere ancora più incerto lo scenario presente e futuro, argomento tutt’altro che secondario per gli imprenditori che devono organizzare la propria attività e decidere per tempo se, come e quanto investire”. Lo dice la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio, dopo il passaggio della Sicilia in zona arancione. "E' evidente che questa incertezza crea un effetto psicologico deleterio non solo sugli imprenditori ma anche sui cittadini che hanno paura, che non sono certo stimolati ad uscire da casa. Questo clima non incentiva i consumi e non ci permette di superare una crisi che dura già da due anni e che sta logorando la resistenza di chi ha dovuto fare veri e propri miracoli per tenere in piedi la propria attività. All’ennesimo annuncio negativo, oggi l’arancione e domani chissà, che garanzie abbiamo da parte di un sistema di governo politico della crisi, sanitaria ed economica, la cui prevedibile programmazione - conclude Di Dio - e la conseguente efficacia non è stata all’altezza delle attese e delle risorse spese, e a volte sprecate?”

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