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"Non vado via, amo la terra mia": in centinaia in marcia contro l'emigrazione giovanile

Comuni cittadini, politici e anche l'arcivescovo Corrado Lorefice - in piazza Verdi con una valigia di cartone - hanno aderito alla manifestazione "Si resti arrinesci" per chiedere politiche che incentivino i ragazzi a non lasciare la Sicilia

Striscioni con scritto "Fermiano l'emigrazione giovanile" e valigie di cartone con lo slogan "Non vado via, amo la terra mia". In centinaia oggi hanno attraversato le vie di Palermo per la manifestazione "Si resti arrinesci". Un nome non casuale, che nasce dallo stravolgimento del detto popolare Si nesci arrinesci, che vuole essere un richiamo alla politica perchè siano attuate politiche che incentivino i giovani a non emigrare. In prima fila anche l'arcivescovo Corrado Lorefice e padre Garau. Alla manifestazione hanno aderito anche sindacati e l'AnciSicilia.

Valigie di cartone in mano e l'urlo "Si resti arrinesci", siciliani in piazza | Video

L'iniziativa è stata anticipata, nei giorni scorsi, da assemblee pubbliche in diversi comuni dell'Isola, iniziative simboliche e flashmob. Massiccia la partecipazione anche da altri comuni: Contessa Entellina, Balestrate, Giuliana, Salemi, Lercara Friddi, Palazzo Adriano, Santo Stefano Quisquina, Ciminna, Bolognetta, Milazzo, Messina, Cinisi, Bagheria,  Belmonte Mezzagno, Corleone, Piana Degli Albanesi, Partanna, Santa Cristina Gela, Ventimiglia di Sicilia.

"Una mobilitazione regionale e trasversale - dicono gli organizzatori - I giovani delle scuole e dell'università, i precari e i disoccupati, i giovani imprenditori, 'padri e madri di famiglia', tutti uniti dal malcontento sempre più acceso rispetto all'attuale gestione del bene comune che porta con sè l'emigrazione quale unica soluzione alla fame e alla precarietà".

"La giornata di oggi segna un importante passo nel percorso che si sta tracciando per il ribaltamento di questa pericolosa tendenza che strappa i siciliani dalle proprie radici obbligandoli a cercar fuori una vita dignitosa. Le politiche sinora portate avanti non sono state in grado di garantire i diritti fondamentali ai cittadini ma è giunto il momento di dire basta! Si resti arrinesci è l'urlo di chi vuol rimanere nella propria amata Sicilia e non vuol esser costretto a cercar altrove fortuna! I siciliani hanno deciso di alzare la testa e la giornata di oggi è solo l'inizio", commenta Ludovica Di Prima, giovane anima della campagna "Si resti arrinesci".

"Il contrasto del fenomeno dello spopolamento, il superamento delle carenze infrastrutturali e le azioni di sviluppo per superare il progressivo impoverimento territoriale costituiscono temi centrali per il futuro in quanto coinvolgono non soltanto i comuni delle aree interne della Sicilia, ma tutti i comuni dell’Isola ed sono stati al centro del dibattito nel corso dell’Assemblea annuale dell’AnciSicilia lo scorso 8 ottobre e saranno certamente fra le problematiche che affronteremo nel corso dell’Assemblea Anci in programma ad Arezzo a partire dal 19 novembre prossimo”. Dicono Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia.

“Come AnciSicilia - aggiungono - ormai da tempo non ci limitiamo a porre l’accento sulle criticità del sistema degli Enti locali ma mettiamo al centro la necessità di favorire lo sviluppo economico, perché solo creando condizioni di sviluppo si garantisce e si preserva la stabilità finanziaria e il funzionamento dell’Istituzione comunale. Il fenomeno dello spopolamento è caratterizzato non soltanto da un saldo negativo tra deceduti e nuovi nati – continuano Orlando e Alvano - ma anche e, in maniera preoccupante, dall’emigrazione di quei tanti giovani che hanno completato il proprio percorso scolastico, spesso con risultati eccellenti e non riescono a trovare in Sicilia adeguate opportunità lavorative”.

“In quanto giovani amministratori aderiamo, naturalmente, pure noi all’iniziativa – dichiara Leonardo Spera, coordinatore di AnciSicilia
Giovani – in quanto siamo consapevoli della drammaticità del fenomeno ma riteniamo che sia necessaria una sinergia dei vari livelli
istituzionali per contrastare adeguatamente il fenomeno migratorio e per agevolare il rientro delle tante risorse umane che in questi
ultimi anni hanno cercato altrove la propria realizzazione”.

“La nostra Isola, nel 2018, è stata una delle regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile e, secondo i dati statistici della commissione Europea, oltre a rappresentare la prima regione italiana per numero di senza lavoro, in compagnia della Campania, è nelle primissime posizioni in Europa, con l'allarmante quota di 53,6 giovani (di età compresa fra i 15 e i 24 anni) ogni cento in cerca di un'occupazione – conclude Orlando - Le statistiche demografiche elaborate ogni anno dallo Svimez poi parlano chiaro e delineano un quadro in cui negli ultimi 20-30 anni sono decine i comuni che hanno visto dimezzare la propria popolazione. E’ altrettanto chiaro che nei prossimi 10-20 anni assisteremo alla scomparsa di intere comunità e a un grave depauperamento in termini di patrimonio storico culturale e di tradizioni per la nostra regione. Tutto ciò rappresenta e deve però ancora di più rappresentare la priorità nell’azione del sistema politico e nella necessaria collaborazione istituzionale tra Regione e Enti locali. E’ necessario su questi temi aprire un confronto serrato fra i principali attori istituzionali, sociali ed economici al fine di mettere in campo le necessarie riforme in termini di ordinamento degli enti locali, associazionismo, funzioni e servizi, semplificazione amministrativa e significativi investimenti coerenti con una chiara  visione di sviluppodei territori”.

"Oggi - sottolinea Vincenzo Figuccia, deputato dell'Udc all'Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia - scendiamo in piazza con i giovani e le nostre valige di cartone per dire al mondo che non vogliamo andare via dalla nostra terra. A farsi la valigia dovrebbero essere certi accattoni che campano sulle spalle dei siciliani onesti. Sappiamo che mentre in questa piazza si rivendica la dignità del pane quotidiano, nei palazzi d'avorio si difende a denti stretti l'osso marcio dei privilegi. Questi giovani - conclude - non possono accettare che certi dinosauri dicano di non poter campare con 4.500 euro al mese, diamoli a loro e aiutiamoli a rimanere in questa terra".

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