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Martedì, 25 Giugno 2024

VIDEO | Kalsa, sgombero pacifico per gli occupanti dell'ex convento di via Alloro: per loro nuova vita a Boccadifalco

Tre famiglie, inserite nella graduatoria dell'emergenza abitativa, hanno ricevuto una casa. Mentre una quindicina di persone saranno ospitate in una struttura d’accoglienza dell’Opera Pia Ruffini, abbandonata da anni e riportata alla luce grazie a un progetto del centro di accoglienza Padre Nostro

Nuova vita per gli occupanti del convento inagibile di Santa Maria della Pietà di via Alloro, alla Kalsa. Tre nuclei familiari, inseriti nella graduatoria dell'emergenza abitativa, hanno ricevuto una casa. Una quindicina di persone che non avevano alternative, sono state trasferite in una struttura d’accoglienza dell’Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini di Boccadifalco, abbandonata per anni e adesso riportata alla luce. Le famiglie non saranno disgregate, verranno seguite da un progetto affidato all’associazione Padre Nostro e inserite in un percorso di autonomia abitativa e di inclusione sociale in collaborazione con i servizi sociali del Comune. Nessuno stanziamento delle famiglie, ma una struttura d’emergenza in attesa di soluzioni definitive.

Si completa così un percorso avviato dall’amministrazione per tutelare le famiglie, dopo che si è resa necessaria l’ordinanza di sgombero dall’immobile di via Alloro a causa dei potenziali pericoli a causa dello stato di degrado in cui versa l’immobile. Rischi emersi durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura, durante il quale è stata ribadita l’esigenza di mettere in sicurezza l’edificio. 

Tra gli abusivi Caterina Giordano e suo marito, che da sette anni occupavano l'edificio di via Alloro. "Prima vivevamo una vita normale - racconta la donna a PalermoToday - mio marito faceva il gommista e riuscivamo a pagare l'affitto. Poi ha perso il lavoro e ci siamo visti costretti a usare questo immobile che non era nostro. Siamo contenti di non essere stati cacciati via con le forze dell'ordine ma con la calma e il tempo di prendere le nostre cose". Davanti a lei Caterina vede una speranza: "Penso che un giorno riusciremo ad avere di nuovo un tetto sotto cui vivere. Speriamo di non essere lasciati soli". 

"Per l’amministrazione si è trattato di un’operazione difficile - afferma il sindaco di Palermo Roberto Lagalla - ma grazie alla collaborazione tra gli uffici, la Prefettura, la Curia Arcivescovile e le associazioni vicine alle famiglie, oggi viene raggiunto un risultato importante. L’ordinanza di sgombero è un atto formale necessario, ma occorre sottolineare come il trasferimento delle 26 famiglie sia avvenuto in un clima di concertazione e di collaborazione tra l’amministrazione e queste famiglie, senza il bisogno né di ricorrere a uno sgombero forzato, né di dover separare i figli dai propri genitori. Tutto ciò denota una grande sensibilità da parte di questa amministrazione sul tema delle politiche abitative, che vede l’assessore all’Emergenza abitativa Antonella Tirrito e i suoi uffici impegnati per trovare alternative e soluzioni diversificate sempre a misura di persona, perché quello dell’abitare è un tema di giustizia sociale ed equità, sempre nel rispetto della legalità". 

Per l’assessore all’Emergenza abitativa Tirrito "il percorso intrapreso in questa circostanza lancia un metodo nuovo dell’amministrazione che potrebbe diventare un modello replicabile. Sono soddisfatta del senso di comunità che si è creato, nel quale ognuno si prende cura dell’altro, soprattutto del più debole. Le famiglie si stanno aiutando tra di loro per fare il trasloco e questo clima di dialogo e ascolto instaura un metodo di collaborazione tra gli uffici per trovare soluzioni alternative che reprimono le occupazioni e promuovono il diritto a un tetto" 

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