rotate-mobile
Cronaca Borgo Nuovo / Largo Caltabellotta

"Sicurezza a rischio": sindaco ordina lo sgombero di una casa popolare a Borgo Nuovo, nessuna soluzione alternativa per gli inquilini

Già due mesi fa circa i vigili del fuoco, dopo il distacco di un'ampia porzione del soffitto, avevano dichiarato inagibile la cucina. La famiglia, di cui fanno parte anche un minorenne e un disabile, ha continuato a vivere all'interno dell'immobile perché non ha un altro luogo dove andare. L'avvocato: "Presenteremo un ricorso cautelare"

Gli inquilini della casa popolare ubicata al secondo e ultimo piano del palazzo al civico 5 di largo Caltabellotta, a Borgo Nuovo, devono sgomberare l'immobile, ma il Comune non ha trovato per loro nessuna soluzione. Così ha stabilito il sindaco Orlando che ieri ha firmato l'ordinanza valida fino a che non sarà rimosso il pericolo di crollo del soffitto poichè l'incolumità delle persone che occupano l'abitazione è a rischio. La decisione arriva due mesi dopo il distacco di parte del controsoffitto della cucina e il conseguente sopralluogo dei vigili del fuoco nell'appartamento. "Le notevoli infiltrazioni provenienti dalla copertura dello stabile - si legge nell'ordinanza - nel corso degli anni hanno provocato un notevole ammaloramento dell'intonaco del soffitto e delle pareti di tutte le stanze che si affacciano sul retro-prospetto e il crollo di un'ampia porzione del soffitto della cucina". Quest'ultima stanza già 60 giorni fa era stata dichiarata inagibile perchè non sicura e la famiglia, attraverso il suo legale, l'avvocato Giuseppe Siino, aveva lanciato un appello all'Amministrazione affinchè intervenisse per trovare e assegnare un nuovo alloggio ai suoi assistiti che abitano all'interno dello stabile dal 2001. Cinque persone in tutto, tra le quali un minorenne e un disabile.

Una casa alternativa per la famiglia non è stata trovata. "Capiamo, comprendiamo e condividiamo la necessità di sgomberare i locali, data la loro pericolosità e inabitabilità, ma questa ordinanza comunale - dichiara l'avvocato - sarebbe dovuta essere accompagnata anche dall’indicazione di una abitazione alternativa. La famiglia Cataldo è una famiglia non abbiente, vive grazie al reddito di cittadinanza e fa parte del nucleo familiare anche una bimba neonata. Non ha abitazioni alternative, non gode di redditi tali da poter sostenere un affitto e peraltro ha sempre pagato regolarmente, compreso il mese di dicembre, quanto dovuto al Comune per l’alloggio in questione".

L'assessore al Patrimonio Tony Sala si era impegnato a trovare una sistemazione sicura al più presto. Ma subito dopo era arrivata la doccia fredda. "La manutenzione degli alloggi di proprietà comunale - scriveva il dirigente in una mail - non è di competenza del Servizio dignità dell'abitare. Nè si può assegnare un altro alloggio alla famiglia perchè non è consentito dalla normativa vigente. Il servizio non ha soluzioni alternative da proporre". Ora addirittura l'obbligo di sgombero che la famiglia violerà perchè non ha soluzioni nalternative se non quella di andare a dormire per strada. "Presenteremo un ricorso cautelare", conclude l'avvocato.
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Sicurezza a rischio": sindaco ordina lo sgombero di una casa popolare a Borgo Nuovo, nessuna soluzione alternativa per gli inquilini

PalermoToday è in caricamento