Sgombero Casa del popolo: "Il futuro di questo spazio non è l'abbandono"

Lo stabile di via Cavour non è proprietà privata ma pubblica con destinazione a uso sociale. Indetta un’assemblea cittadina venerdì alle 17:30 al Teatro Garibaldi per il suo diritto di esistere

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Dopo la manifestazione di piazza del 22 settembre che ha registrato la partecipazione di tutto il movimento democratico alternativo palermitano, sfilando per le arterie principali del centro storico della città, per protestare contro lo sgombero della Casa del Popolo, ora gli animatori del presidio lanciano un nuovo incontro dei movimenti cittadini e invitano la collettività palermitana a partecipare. L’appuntamento è stato fissato il prossimo venerdì 4 ottobre, alle 17:30 al Teatro Garibaldi (via Castrofilippo 30), dove si terrà un’assemblea cittadina, indetta per discutere non solo dello sgombero, ma soprattutto del futuro - dicono - “che si prospetta per questo bene comune e del lavoro che faremo nei prossimi mesi”.

L’esperienza della Casa del Popolo, così come tanti altre forme sperimentali “del comune istituzionale dal basso” sparse nei territori, risponde a diverse necessità sociali, prima fra tutte la partecipazione attiva per il soddisfacimento dei bisogni, soprattutto laddove le istituzioni pubbliche sono burocraticamente inadempienti o blindate – queste si! Occupazioni strumentali- da un ceto politico autoreferenziale, con l’obiettivo esclusivo di canalizzare il consenso al fine di riprodurre lo status quo, o magari per affidare il patrimonio comune al mercato della turistificazione in mano al sistema dell’impresa, con la scusa della maggiore efficienza privatistica rispetto alla mano pubblica.

L’esperimento comunitario palermitano, avviato all’inizio di questa estate nel complesso dell’ex istituto per sordomuti di via Cavour (da anni in stato d’abbandono, come molti altri edifici pubblici lasciati all’incuria dall’operatore pubblico), seppur nel breve lasso di tempo, ha tracciato un solco profondo, il cui vuoto è nitidamente visibile nel contesto sociale che insiste in quest’area urbana. Basti ricordare che nella calura di questi mesi lo spazio è stato reso fruibile a fini sociali -senza scopo di lucro- dai giovani della Casa del Popolo che hanno accolto decine di ragazzini dei quartieri circostanti, organizzando attività ricreative e didattiche integrative, offrendo loro un’alternativa socializzante alla “normalità” di un vissuto in solitudine dentro una stanza seduti innanzi ad una consolle alle prese con un mondo virtuale. Data l’assenza di servizi sociali pubblici e l’impossibilità delle famiglie proletarie di avvalersi dell’offerta assistenziale, disponibile sul mercato in regime lucrativo, alcuni giovani volontari della Casa del Popolo ci dicono: “Abbiamo svolto in questi mesi una pratica di sussidiarietà orizzontale costituzionalmente garantita. De facto – proseguono - abbiamo surrogato la mancanza di politiche cittadine a sostegno del disagio sociale che in una città come Palermo è diventata drammaticamente condizione di esclusione e marginalità”. A tutto ciò – e non è poca roba - va aggiunto che nel corso di soli tre mesi la Casa del Popolo ha sempre tenuto – così come precisano nel comunicato di convocazione dell’assemblea di venerdì p.v.- “le porte aperte per associazioni, volontari, studenti, sindacati, partiti, movimenti, ong, garantendo attività di mutualismo, artistiche, culturali, di svago e di studio, mobilitando persone di ogni tipo e classe sociale!”

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