Cronaca Libertà / Via Pasquale Calvi

Sgombero di una palazzina in via Calvi, un abusivo minaccia di lanciarsi

Attimi di tensione nell'immobile occupato da 16 famiglie lo scorso giugno. L'intervento della polizia è stato reso difficoltoso dalla resistenza opposta dalle 60 persone. Uno degli "inquilini", a cavalcioni sulla ringhiera, chiede di parlare con Orlando

L'ingresso della palazzina di via Pasquale Calvi - foto Campolo

Tensione per lo sgombero dell'immobile di via Pasquale Calvi occupato abusivamente da diversi mesi. Questa mattina sono intervenute numerose pattuglie della polizia per liberare gli appartamenti occupati da circa sessanta persone, fra cui molti bambini. Uno degli inquilini ha minacciato il suicidio mettendosi a cavalcioni sulla ringhiera: vuole parlare con il sindaco Orlando.

Gli occupanti dell'immobile al civico numero 11 non vogliono saperne nulla di abbandonare gli appartamenti, rivendicando le spese sostenute per sistemarli ed arredarli. Gli agenti della polizia hanno transennato la strada attorno al palazzo bloccando così anche il traffico. Mentre nei piani alti si sono barricate alcune donne che intonano slogan per avere una casa gli agenti hanno preso possesso di quelli inferiori, dove gli operai di una ditta di trasporti hanno cominciato a portare via gli arredi.

Tanti sono gli occupanti schierati davanti alla palazzina, molti dei quali sono rientrati rapidamente negli appartamenti per recuperare i propri effetti personali. Altri hanno montato per protesta alcune tende. Lo stabile, sgombro da più di vent'anni, era stato occupato a giugno da 16 famiglie di senza tetto.

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L'OCCUPAZIONE DI GIUGNO - I primi di giugno all’ombra dei portici di via Pasquale Calvi, ad angolo con via Manin, circa 50 persone occuparono quattordici appartamenti di un palazzo vuoto. Un intero edificio di sette piani, private. Case vuote da 28 anni perchè il padrone non le affitta più da una vita. “Siamo abusivi per disperazione”, urlano in coro. Giovani mamme incinte, nonne che fanno la guardia, bambini con la mascherina. Vengono da Brancaccio, Falsomiele, Zen. “Non avevo altra scelta, non riesco ad arrivare a fine mese”, raccontava uno di loro. Lo stabile appartiene a un avvocato, titolare di uno studio legale in centro.

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