Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

"Sfruttò minore per fare sesso": quarantenne condannato in appello

I fatti risalgono al 2009, quando il giovane aveva 16 anni. Dopo il trasferimento in un centro per ragazzi disagiati raccontò dei suoi rapporti a pagamento. Confermata in secondo grado l'innocenza dell'imputato per il reato di violenza sessuale

Da cinque a quindici euro per un rapporto sessuale con un minore. La terza sezione della Corte d'appello ha condannato ad un anno S.C. (40 anni) per sfruttamento della prostituzione minorile. Confermata invece l'assoluzione dall'accusa più grave, quella della violenza sessuale. I fatti risalgono al 2009, quando il ragazzo coinvolto aveva 16 anni.

Per gli episodi contestati, avvenuti nel comune di Bagheria, S.C. era stato giudicato con rito abbreviato, finì in carcere e fu rimesso in libertà. la difesa dell'imputato - si legge sul Giornale di Sicilia - impugnerà la decisione in Cassazione. Il condannato, infatti, si è sempre professato innocente, aggiungendo inoltre di essere vittima della vendetta del ragazzo.

La storia saltò fuori quando il giovane, all'epoca sedicenne, si spostò in un centro per ragazzini disagiati nel catanese. Solo allora il ragazzo trovò il coraggio di raccontare degli incontri a pagamento. E se una perizia confermava l'attendibilità delle sue dichiarazioni, uno degli esperti coinvolti sollevò alcuni dubbi e chiede di ascoltare il giovane di persona. Così S.C. fu assolto, ma la Corte d'appello ha ribaltato la sentenza confermando la sua colpevolezza per il reato di sfruttamento della prostituzione minorile.

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