Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Partanna-Mondello

I gestori del "Baretto" allontanano lo sfratto: "Accordo in vista con l'Italo-Belga"

Un lungo contenzioso minaccia la prosecuzione dell'attività guidata dal 1957 dalla famiglia Schillaci, ma adesso ci sono spiragli per un'intesa provvisoria: "Ringraziamo la società per la disponibilità mostrata consentendo la possibile prosecuzione dell'attività fino alla conclusione della stagione estiva"

Si allontana il rischio sfratto per i gestori del "Baretto". Almeno per ora. Lo fa sapere Vincenzo Schillaci che con la sua famiglia tiene le redini del noto chiosco di Mondello dal 1957. Lo sfratto era fissato per giovedì. "Confermo di avere avviato un concreto dialogo con la società Italo Belga al fine di raggiungere un accordo in merito alla ormai nota controversia giudiziaria per il rilascio del 'Baretto', conseguente al mancato pagamento dei canoni degli ultimi 10 anni", dice il legale di Schillaci.

"La società - spiega - si è resa disponibile nel portare avanti questa iniziativa valutando la possibilità di rinviare l'immissione in possesso dell'immobile già fissata irreversibilmente per il 19 agosto, dove sussistano le condizioni oggetto dell'accordo transattivo. Ringrazio la società per la disponibilità mostrata consentendo la possibile prosecuzione dell'attività fino alla conclusione della corrente stagione estiva anche nell'interesse generale di entrambe le attività imprenditoriali coinvolte. Personalmente mi impegno in caso di mancato raggiungimento dell'accordo a dare seguito a quanto stabilito in sentenza in favoore della società Italo Belga".

Una storia complessa, che nasce da un lungo contenzioso giudiziario: nel 2010 l'Italo-Belga non ha rinnovato il contratto d'affitto a Schillaci, che tuttavia è rimasto al suo posto nel chiosco. La società ha quindi avviato una causa per sfrattarlo e l'ha vinta in tutti i gradi di giudizio e la sentenza è persino passata in giudicato. Nel frattempo, però, il gestore del "Baretto", come lui stesso ha raccontato a PalermoToday, non ha pagato l'affitto tra il 2010 ed il 2015, anno in cui aveva ottenuto una concessione dal Comune, al quale avrebbe quindi versato i canoni successivi, senza che gli venissero mai chiesti eventuali arretrati. La vicenda ha subito uno scossono lo scorso luglio, quando sul posto si è presentato l'ufficiale giudiziario. In virtù di una sentenza definitiva, Vincenzo Schillaci avrebbe dovuto lasciare lo storico chiosco e consegnare l'azienda e le attrezzature all'Italo-Belga. All'arrivo dell'ufficiale giudiziario, però, si è opposto, assieme anche a un gruppo di cittadini che chiedono di salvare la gelateria che da oltre sei decenni ha accompagnato le estati dei palermitani. Lo sfratto era stato per questo rinviato al 19 agosto, ovvero giovedì prossimo. Adesso però all'orizzonte si intravede un accordo che potrebbe cambiare le cose fino a data da destinarsi.

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