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Un frame del video incriminato

Un frame del video incriminato

Coppia ripresa mentre fa sesso al centro commerciale, in tre a processo

I fatti risalgono al gennaio 2015, quando una diciassettenne e il suo ragazzo si appartarono nel parcheggio de "La Torre". Le immagini fecero il giro del web. Le accuse sono di diffamazione e violazione della privacy

Quello che credevano fosse un loro momento di "intimità", nonostante si trovassero nel parcheggio di un centro commerciale, si è trasformato in un incubo per due ragazzi. Qualcuno immortalò con il cellulare quella "sveltina". Immagini che fecero rapidamente il giro del web, distruggendo la reputazione della coppietta. E’ iniziato questa mattina, presso la terza sezione penale del tribunale di Palermo, il processo contro una dipendente del centro "La Torre", Vincenza Palazzolo, il direttore del megastore Tommaso Brunetti e Filippo Stuto. L’udienza è stata però rinviata per un vizio formale al prossimo 24 febbraio. Gli avvocati della ragazza e dei genitori, nel frattempo, hanno preannunciato la costituzione delle parti civili e puntano a un sostanzioso risarcimento.

I fatti risalgono al gennaio del 2015. La ragazza, che chiameremo Stefania, si trovava nei sotterranei del centro commerciale di Borgo Nuovo in compagnia del suo ormai ex fidanzato. Gli obiettivi delle telecamere di sicurezza, gestite dall’azienda napoletana FireService srl, ripresero tutte le fasi di quel focoso incontro. Da quel momento in poi, con la "complicità" di Facebook e Whatsapp, le vite dei due giovani vennero stravolte. Il video si diffuse a macchia d'olio in tutta la città esponendo la ragazza, allora diciassettenne, a commenti e critiche di amici e compagni di scuola. Stefania, infatti, per un lungo periodo non è più uscita di casa, abbandonando la scuola e ogni attività. Solo da qualche tempo avrebbe cominciato ad andare in palestra.

La ragazza, accompagnata da suo padre e sua madre, andò a denunciare tutto alle forze dell’ordine per poi affidarsi a degli avvocati per far valere i propri diritti e avanzare una richiesta di risarcimento che, insieme a quelle dei genitori, ammonterebbe a circa un milione di euro. Vincenza Palazzolo e il suo amico Filippo Stuto, sono accusati di diffamazione e violazione della privacy, mentre Brunetti, nella qualità di direttore dei locali del centro commerciale e quindi come tale incaricato anche del trattamento dei dati personali, avrebbe omesso di adottare le misure minime di sicurezza non impedendo così alla sua dipendente di accedere nella sala di controllo e filmare con il cellulare ciò che non era sfuggito alle telecamere. A difendere Stefania e i suoi genitori gli avvocati Marco Portera, Benedetto Zanghì e Giuseppe Marchì.

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