Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Nella città delle 400 mila auto c'è un solo carro attrezzi: "Ho atteso 26 ore per uscire da un parcheggio"

La storia raccontata a PalermoToday da un cittadino porta alla ribalta le carenze del servizio rimozione gestito dall'Amat, a corto di personale e mezzi. Sempre meno i veicoli prelevati: dai 12.779 del 2016 si è passati ai 3.808 dello scorso anno. Lotta ad armi spuntate contro la sosta selvaggia

A Palermo, città che conta quasi 400 mila automobili circolanti (dati Aci), c'è un solo carro attrezzi operativo tra le 18 e le 6. Il servizio rimozione, che il Comune ha dato in gestione all'Amat, non riesce così a smaltire le numerose richieste che giungono al comando dei vigili urbani. Con buona pace dei cittadini che reclamano l'intervento della polizia municipale e dell'ex municipalizzata per rimuovere i mezzi in divieto di sosta, parcheggiati in doppia fila, davanti a un passo carrabile o nei posti riservati ai disabili.

"Recentemente - racconta Robert Cucinella a PalermoToday - ho trovato un'auto in sosta selvaggia davanti alla mia, che avevo parcheggiato in via Re Federico. Ebbene, ho passato un'intera nottata a discutere con il comando dei vigili urbani che, loro malgrado, dispongono di un solo mezzo. Nel mio caso sono servite ben 26 ore per portare a termine quello che sarebbe normale fare in pochi minuti: restituire la libertà di movimento ad uno o più cittadini bloccati dalla sbadataggine altrui (foto allegate) e che non vogliono spaccare un finestrino per farsi giustizia".

"Perché il comandante dei vigili urbani non pretende più d'un carro attrezzi?" domanda Cucinella, che a stento è riuscito a contattare i gli agenti della municipale: "Se la centralinista del comando risponde ad una telefonata ogni cinque - potrei dimostrarlo - perchè c'è troppa richiesta di interventi, non sarebbe il caso di farsi affiancare da un secondo, terzo, quarto operatore? E non caschiamo sul 'mancano le risorse economiche' perché voglio credere che almeno uno ogni dieci tra chi percepisce il Reddito di cittadinanza sarebbe lieto e grato di poter contribuire e meritarsi quei danari. Così come un giovane laureando o in cerca del primo impiego offrirebbe il proprio tempo per contribuire a rendere 'migliore' la qualità di vita della nostra amata e triste città". 

Quella contro la sosta selvaggia è una lotta ad armi spuntate. Il servizio rimozione fa acqua da tutte le parti: la carenza di personale non consente all'Amat di far uscire in strada i 4 carro attrezzi a disposizione. Se va bene, in servizio ce ne sono due contemporanamente. Uno solamente nel turno serale e notturno. I restanti rimangono parcheggiati in via Roccazzo.

Le tariffe per la rimozione coatta e la custodia dei veicoli, che vengono portati nelle depositerie private (ce ne sono 15 convenzionate con l'Amat), dovrebbero tenere in piedi un servizio che invece è in perdita. Negli ultimi anni infatti il numero dei veicoli rimossi dai carro attrezzi è andato via via diminuendo, per poi crollare nel 2020. Si è così passati dai 12.779 veicoli prelevati nel 2016 ai 3.808 dello scorso anno. Su quest'ultimo dato pesa il lockdown imposto dal Covid, ma già nel 2019 si era scesi a poco più di 9 mila (9.019 per la precisione).

Meno veicoli prelevati dai carro attrezzi significa meno introiti. Malgrado numerose telefonate, però, non siamo riusciti a contattare i vertici dell'Amat (il presidente Cimino e il dirigente Caminiti, responsabile del servizio rimozione) per avere dati puntuali sugli incassi e capire se l'azienda ha pensato come invertire il trend di un servizio - svolto per conto del Comune - che al momento è un vero e proprio flop. 

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