"Mensa al via, anzi no": protestano i genitori dei bimbi della scuola Vittorio Emanuele III

La scuola annuncia la partenza del servizio il 15 ottobre, poi il dietrofront: "Non potrà effettuarsi causa indisponibilità del personale". Una mamma: "Abbiamo pagato e contavamo sull'orario prolungato". Il Comune rassicura: "I pasti saranno anticipati per far coincidere le esigenze dei bimbi con quelle dei lavoratori"

Il plesso Pulsen parte dell'Istituto comprensivo Vittorio Emanuele III

I genitori protestano, il Comune rassicura. Alla scuola d'infanzia Vittorio Emanuele III, un dietrofront dell'istituto sul servizio mensa fa scoppiare la polemica. La scuola dopo aver annunciato in pompa magna il via - dal 15 ottobre - all'orario prolungato fino alle 16 (con tanto di riunione con i rappresentanti dei genitori) fa marcia indietro. "Si comunica che il servizio di refezione scolastica non potrà effettuarsi fino a nuova comunicazione, causa indisponibilità del personale addetto alla mensa ad effettuare il servizio essendo lo stesso in posizione di incompatibilità con gli orari del servizio". Così si legge in un annuncio pubblicato ieri dalla scuola e affisso all'interno del plesso Pulsen, frequentato da bimbi dai 3 ai 5 anni.

"Solo una settimana prima - racconta a PalermoToday Alessia Di Marco, rappresentante dei genitori della sezione A - la scuola ha organizzato riunione per comunicarci che il 15 il servizio sarebbe partito e spiegarci cosa fare per usufruirne. Io ho pagato con bonifico 120 euro e c'è chi ha pagato anche 140 euro, ma da ieri è cambiato tutto". Le istruzioni per effettuare il pagamento sono state pubblicate anche online sul sito del Vittorio Emanuele III lo scorso 2 ottobre. "Si comunica - si legge in una circolare - che a partire dal 15 ottobre sarà attivato il servizio di refezione scolastica per le sezioni di scuola dell’infanzia A e C e per la sezione A della scuola primaria. Si invitano i genitori interessati al servizio, a presentare, presso l'ufficio di segreteria, la documentazione necessaria e ad effettuare il versamento della quota mensile prevista". 

Il personale comunale che si dovrebbe occupare del servizio però ha un contratto di lavoro dalle 8 alle 13. I pasti ai bimbi dovrebbero essere serviti a partire dalle 13 quindi i dipendenti dovrebbero fare più ore. Sarebbe questo il motivo per cui al momento la refezione scolastica è in standby. Dal Comune però rassicurano: "Abbiamo chiesto alla società che gestisce il servizio - chiarisce la dirigente del settore educazione, istruzione e formazione, Maria Anna Fiasconaro - di anticipare le forniture del pasto alle ore 12 in modo tale da poter far coincidere le esigenze dei bambini con quelle dei lavoratori. Ho parlato con la dirigente dell'Istituto e già domani i genitori dei bambini dovrebbero ricevere comunicazione ufficiale".
 

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