Cronaca Libertà / Piazza Don Bosco

Sequestrato il Bar Alba, arrestati e interdetti vecchi e nuovi proprietari

Nel mirino i locali di piazza Don Bosco e Mondello. L'accusa è di bancarotta fraudolenta e documentale. Disposto il sequestro preventivo di circa 600 mila euro per recuperare le tasse evase. L'operazione è legata al blitz di lunedì

La Finanza all'interno del Bar Alba a Mondello

Sequestrati i locali del Bar Alba di piazza Don Bosco e Mondello, vecchi e nuovi amministratori finiscono ai domiciliari. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emesso dal gip del tribunale di Palermo colpendo la società che oggi detiene le due attività commerciali, procedendo anche con il sequestro di alcune somme di denaro dalla disponibilità degli indagati per i reati di bancarotta fraudolenta e documentale. E’ questo l’esito dell’operazione "Alba finale" che arriva a due giorni dal blitz che ha portato all’arresto di 28 persone: tra queste Giuseppe Corona e Raffaele Favaloro, considerati quasi due “manager” della mafia, e Giuseppe Tarantino, che avrebbe fatto da prestanome acquisendo alcune quote della società che in passato gestiva il Bar Alba.

I controlli a piazza Don Bosco e Mondello | VIDEO

Le attenzioni degli investigatori della guardia di finanza, dopo l'operazione "Delirio", si è concentrata sulla nuova società (la Apr srl) che nel 2016 ha firmato un contratto di concessione, affidamento e uso gratuito dei rami d’azienda. Con il suo provvedimento il gip, condividendo parte dell’impostazione accusatoria formulata, ha disposto gli arresti domiciliari per Giuseppe Tarantino e Giuseppe Caronia, e le misure interdittive dell’esercizio di uffici direttivi di imprese o società nonché della libera professione per 6 mesi, nei confronti dell’avvocato Marcello Madonia, del commercialista Ermelindo Provenzani e di Giovanna Porcelli, moglie di Giuseppe Tarantino. Il valore del sequestro ammonta a circa 6 milioni per i due bar e i laboratori (piazza Don Bosco 7, via Margherita di Savoia 2/A, via Scrofani 27 e via D’Azeglio 27). Che però al momento resteranno aperti.

"Le risultanze del complesso e articolato compendio probatorio acquisito - spiegano dalla guardia di finanza - hanno consentito all’autorità giudiziaria di accertare come la società N Pasticceria Alba srl, riconducibile a Giuseppe Tarantino, recentemente colpito da un provvedimento in quanto prestanome del noto Giuseppe Corona, dopo aver acquisito nel 2009 l’azienda di bar e pasticceria dagli originari proprietari abbia affittato nel 2014 i suoi due rami di azienda (ovvero i bar di piazza don Bosco e di Mondello) rispettivamente alla Bar Alba srl ed alla Pasticceria Alba. Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di appurare come queste ultime società fossero in realtà riconducibili a Tarantino e alla coniuge Porcelli, e come le stesse non avessero mai pagato (o pagato solo in parte) i canoni di locazione, lasciando la N Pasticceria Alba srl (di fatto non più operativa) in stato d’insolvenza e prossima al fallimento, come di fatto avvenuto nell’aprile 2017”.

Sequestro bar alba 2-2-2Con il subentro delle nuove società hanno fatto ingresso nella gestione dei bar, in qualità di soci e membri dei rispettivi consigli di amministrazione, anche gli altri indagati colpiti dagli odierni provvedimenti, ovvero Giuseppe Caronia, l’avvocato Marcello Madonia, il commercialista Ermelindo Provenzani e, da ultimo, i signori Epifanio e Filippo Arcara. A seguito del cambiamento della composizione delle compagini societarie, i coniugi Tarantino sono stati estromessi dalle aziende che nel giro di due anni sono anch’esse state dichiarate fallite. Prima del fallimento della Bar Alba srl e della Pasticceria Alba srl, tuttavia, Caronia Giuseppe (insieme alla moglie Susanna Castania, Marcello Madonia, Ermelindo Provenzano e ad altri indagati) ha posto in liquidazione le società, stipulando nell’aprile 2016, per conto delle stesse, un contratto a favore di una neocostituita società - la Apr srl - sempre di proprietà dei medesimi indagati, con il proposito di lasciare in capo alle società cedenti tutti i debiti. Nel frattempo veniva anche raggiunto un accordo con il personale impiegato nei bar che sarebbe transitato, previa nuova assunzione, nella Apr srl, rinunciando espressamente a qualsiasi azione per le retribuzioni non pagate e per i crediti maturati in relazione al Tfr.

La Procura - aggiungono dalla guardia di finanza - ha contestato a tutti gli indagati plurimi reati di bancarotta fraudolenta e documentale in relazione alle molteplici cessioni e affitti di rami d’azienda da una società all’altra, in quanto rappresentative di uno specifico disegno criminoso posto in essere, prima, dai coniugi Tarantino e Porcelli, e successivamente da Caronia e dalla moglie Castania. Stesso discorso per Madonia e Provenzani, che avrebbero svuotato l’attivo patrimoniale dalle società decotte a favore di un nuovo soggetto giuridico col quale proseguire l’attività di impresa, sfruttando l’avviamento e il noto marchio Bar Alba. Il giudice, ritenendo che il trasferimento dei bar da una società all’altra abbia pregiudicato le pretese creditorie dell’erario nei cui confronti le società Bar Alba srl e Pasticceria Alba srl erano esposte per oltre 600 mila euro euro, ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, delle disponibilità finanziarie nei confronti di Caronia, Madonia, Provenzani, Castania, Arcara, nonchè di Ermelinda Salvia (ex liquidatrice delle sue società prima del loro fallimento, per l’importo complessivo pari a euro 606.132 circa in relazione al reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

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