Cronaca

Sequestrata e rispedita in Kazakistan: caso Shalabayeva, a processo il questore di Palermo

Renato Cortese è stato rinviato a giudizio per la vicenda dell'espulsione della moglie del dissidente Muktar Ablyazov. Adesso dovrà rispondere di falso, abuso e sequestro di persona. Il processo inizierà il 24 settembre 2019

Renato Cortese

L'attuale questore di Palermo, Renato Cortese, è stato rinviato a giudizio per la vicenda dell'espulsione della moglie del dissidente kazako, Alma Shalabayeva. Stesso destino per il questore di Rimini,  Maurizio Improta. Cortese all'epoca dei fatti era capo della Squadra mobile di Roma (mentre Improta dirigeva l'ufficio immigrazione della questura capitolina). A processo anche il giudice di pace che convalidò l'espulsione, Stefania Lavore e quattro poliziotti. Prosciolta una quinta poliziotta, Laura Scipioni, e i tre funzionari dell'ambasciata kazaka per cui è stata riconosciuta l'immunità diplomatica. 

I rinviati a giudizio, per i quali il processo inizierà il 24 settembre 2019 hanno sempre sostenuto la correttezza del loro operato. Adesso dovranno rispondere, a vario titolo, di falso, abuso e sequestro di persona.

Alma Shalabayeva è la moglie del dissidente kazako Muktar Ablyazov che, secondo la Procura umbra è stata sequestrata e rimpatriata ad 
Astana nel maggio 2013. Il processo è arrivato a Perugia per competenza per il coinvolgimento del giudice di pace romano.
 

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