Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Via Passo D'Acqua

Polpette avvelenate e cappi per sterminare i randagi, vigili sequestrano trappole a Carini

Il materiale trovato in via Passo d'Acqua è stato affidato all'Asp per le analisi tossicologiche. Indaga la polizia municipale. Il comandante: "Stretta correlazione tra la violenza sugli animali e quella sugli uomini"

Una delle polpette avvelenate trovate e sequestrate dalla polizia municipale

Bocconi avvelenati e cappi per sterminare i cani randagi. Gli agenti della polizia municipale di Carini sono intervenuti in via Passo d’Acqua e hanno sequestrato numerose polpette che contenevano un "materiale sospetto e colorato" al loro interno e diverse corde attaccate ai cancelli (foto allegata) in maniera tale da intrappolare e strozzare gli animali.

Dopo l’intervento i caschi bianchi guidati dal comandante Marco Venuti hanno consegnato le polpette al personale del Servizio veterinario dell’Asp per le analisi tossicologiche. Una volta informata l’autorità giudiziaria sono state avviate anche le indagini attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e tramite le testimonianze dei cittadini.

Il pericolo di avvelenamento, ricordano dalla polizia municipale di Carini, non riguarda solo gli animali perché c’è il rischio che anche i bambini possano entrare in contatto con esche e bocconi velenosi. “Da anni - spiegano il comandante - la criminologia ha studiato la stretta correlazione tra la violenza sugli animali e quella sugli uomini. Negli Usa questi reati sono stati elevati da qualche anno a ‘top crime’, mentre in Italia si tende a sottovalutare tali fenomeni”.

Pesanti le sanzioni previste per i responsabili: l’articolo 544 bis, punibile anche come tentativo di commettere und eletto, prevede la reclusione da 4 a 24 mesi per chi provoca la morte di un animale. Secondo un’ordinanza emessa dal Ministero della Salute negli scorsi anni, prorogata di volta in volta, "sono vietati, altresì, la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni o  la morte del soggetto che lo ingerisce".

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