Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Il più grosso sequestro di cocaina in Italia: arrestato l'intero equipaggio della nave "madre" Plutus

L'ingente carico di droga era diretto in Sicilia. Quindici i fermati dalla guardia di finanza. Al porto di Termini Imerese le operazioni di perquisizione e sequestro dell'imbarcazione lunga 140 metri battente bandiera Palau

Sequestro della motonave Plutus, battente bandiera di Palau, e fermo dell'intero equipaggio che avrebbe poi effettuato il trasbordo della "polvere bianca" in un peschereccio al largo di Porto Empedocle. Sono quindici in totale i soggetti arrestati dai finanzieri del comando provinciale di Palermo e della componente aeronavale del corpo a seguito del più importante sequestro di cocaina mai realizzato in Italia - oltre 5,3 tonnellate. Oltre al sequestro preventivo, disposto dalla Procura della Repubblica (direzione distrettuale antimafia di Palermo che coordina le indagini) della nave madre, scatta il fermo per due ucraini, tra i quali il comandante della nave, otto turchi e cinque azeri. 

L'intervento - condotto con l’impiego di numerosi mezzi aerei e navali costieri e alturieri del comando operativo aeronavale di pratica di mare (RM) e del reparto operativo aeronavale di Palermo, in coordinamento con gli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo e sotto la costante direzione della Procura della Repubblica - Dda Palerm - avviene dopo quanto già accertato nei giorni scorsi nel canale di Sicilia: l'immenso giro di traffico di droga che ha visto coinvolti la nave madre Plutus e il motopeschereccio Ferdinando D’Aragona.

In particolare, le attività investigative hanno documentato come la motonave Plutus, in navigazione nel canale di Sicilia in acque internazionali, nella notte di mercoledì 19 luglio avesse gettato in mare l’ingente carico di cocaina che trasportava per il successivo recupero da parte del motopeschereccio Ferdinando D’Aragona, poi fermato dai mezzi navali dei finanzieri.

La rotta del mercantile Plutus, partito nello scorso mese di giugno dall’America centrale e precisamente dal porto di Santo Domingo, è stata seguita passo passo: ha infatti dapprima raggiunto il porto di Trinidad e Tobago e successivamente quello di Las Palmas (Gran Canaria, in Spagna) nella giornata del 7 luglio, ultima sosta conosciuta prima di attraversare lo stretto di Gibilterra, e giungere infine nel canale di Sicilia, in attesa del motopeschereccio che nel frattempo era salpato dalle coste calabresi.

Una volta abbandonato il carico di droga, la motonave riprendeva il largo in direzione della Turchia, ma veniva bloccata dalle unità navali del corpo che nel frattempo si erano lanciate al suo inseguimento. Nella giornata di oggi, la motonave è giunta, scortata dai mezzi navali della guardia di finanza, al porto di Termini Imerese dove sono in corso le operazioni di perquisizione e sequestro dell’imbarcazione lunga 140 metri, con l’ausilio anche di militari in forza allo Scico di Roma che sta collaborando alle attività di ispezione della nave mediante l’utilizzo di “scanner” ad alta tecnologia. I soggetti sottoposti a fermo sono stati condotti al Pagliarelli a disposizione dell’autorità giudiziaria. 

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