Cronaca

Cefalù, liquami fognari non trattati in mare: sequestrato impianto di sollevamento

L’ipotesi di reato, a carico di ignoti, è inquinamento ambientale. Gli sversamenti andrebbero avanti da quasi un mese e deriverebbero dal cattivo funzionamento di alcune pompe. Il tratto di mare interessato è quello a ridosso delle mura megalitiche del centro storico

Sequestrato l’impianto di sollevamento in piazza Marina a Cefalù. "I liquami fognari non trattati, provenienti dalle vasche di raccolta e sollevamento del sistema  fognario della città, - spiegano gli inquirenti nel provvedimento di sequestro - venivamo continuamente sversati nell'area marina inquinandola gravemente".

L'accusa, a carico di ignoti, è inquinamento ambientale (reato per il quale è prevista una pena da due a sei anni di reclusione e una multa da 10 mila a 100 mila euro) con conseguente deterioramento dell’ecosistema, della flora e della fauna marina. Ad aggravare l'ipotesi di reato il fatto che gli sversamenti ricadono nell'area a ridosso delle mura megalitiche del centro storico, uno dei tratti di mare più suggestivi della Sicilia occidentale, sottoposto a speciali vincoli storici, paesaggistico-ambientali e naturalistico-archeologici.

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Il provvedimento, eseguito dalla polizia del locale commissariato, in esecuzione di un decreto emesso dal sostituto procuratore del tribunale di Termini Imerese, Giovanni Antoci, è la conseguenza delle attività di osservazione e di monitoraggio effettuate dagli agenti nel tratto di mare compreso tra piazza Marina e via Vittorio Emanuele, sino al lungomare Giuseppe Giardina della cittadina normanna. 

Gli sversamenti dei liquami non trattati in mare, hanno accertato gli agenti, andrebbero avanti da quasi un mese e deriverebbero dal cattivo funzionamento di alcune pompe di sollevamento dell’impianto. Alle operazioni hanno preso parte anche i tecnici dell’Arpa, che hanno prelevato un campione delle acque ed effettuato le analisi. Dopo l’apposizione dei sigilli, l’impianto è stato affidato all'amministrazione comunale.

"In base alla vigente normativa - commenta il sindaco Rosario Lapunzina - il Comune di Cefalù non è abilitato alla gestione diretta del servizio, né all’affidamento dello stesso a terzi. Tuttavia, proprio in ragione dell’accertato stato di non regolare funzionamento dell’impianto e della possibilità che potessero verificarsi condizioni di disagio ambientale con connessioni di natura igienico-sanitaria, in data 14 novembre è stata emanata, nei confronti di ditta specializzata nel settore, apposita ordinanza sindacale, volta all'esecuzione delle opere urgenti finalizzate al ripristino della generali condizioni di funzionalità e di sicurezza igienico-sanitaria degli impianti della stazione di sollevamento di Piazza Marina. Le ragioni che non hanno consentito il pronto ripristino della funzionalità saranno oggetto di immediata verifica, in uso alla ditta onerata dell’intervento ed al competente servizio manutenzioni".
 

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