Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

"Riti voodoo per costringere nigeriana a prostituirsi", due condanne

Alla sbarra due donne, connazionali della vittima. La giovane era anche stata segregata in casa. Durante la prigionia è riuscita a contattare, attraverso un cellulare, l'organizzazione internazionale per le migrazioni chiedendo aiuto

Alcuni degli oggetti usati durante i riti voodoo

Avrebbe voluto per sè un vita normale, lontana dalla miseria. Invece arrivata in Italia è stata segregata in casa, minacciata con riti voodoo e costretta a prostituirsi. Oggi due nigeriane sue connazionali sono state condannate per le violenze inflitte alla donna. Il gup Guglielmo Nicastro ha condannato rispettivamente a 8 e 7 anni di carcere alle sorelle Precius e Juliet Matthew. Erano accusate dai pm della Dda Gery Ferrara e Gaspare Spedale di sequestro di persona e induzione alla prostituzione. Alla vittima sono stati liquidati ventimila euro a titolo di risarcimento.

I fatti risalgono al 2016. La donna conosce un uomo che le promette di aiutarla a raggiungere l’Italia. Per convincerla a partire e pagare la somma richiesta, 30 mila euro, la sottopone a riti voodoo. Poi l'inizio del viaggio: dal Niger alla Libia e su un barcone alla volta delle coste siciliane. Dopo lo sbarco le autorità italiane la accompagnano in una struttura d’accoglienza di Padova: da lì si mette in contatto con i suoi referenti nigeriani in Italia, che la riportano in Sicilia, dove ad attenderla ci sono le due sorelle Matthew e un giovane complice. Inizia però il calvario per la donna: segregata e minacciata. La giovane non si perde d'animo e riesce a sfuggire al controllo degli aguzzini e chiedere aiuto all’Organizzazione internazionale per le migrazioni e alla polizia. 

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