"Soldi della Rap per pagare le multe": scatta il sequestro per nove dirigenti 

Sono indagati, a vario titolo, per peculato e reati in materia di falso. Il provvedimento, eseguito dai carabinieri per la Tutela del lavoro, riguarda anche l'ex presidente del consiglio di amministrazione Roberto Dolce

Avrebbero usato i soldi della Rap per pagare delle sanzioni pecuniarie personali, scattate per alcune violazioni in materia di infortuni sul lavoro. Per questo nei confronti di nove dirigenti della Rap, indagati - a vario titolo - per peculato e reati in materia di falso, sono scattati i sequestri preventivi per equivalente. Il provvedimento, eseguito dai carabinieri per la Tutela del lavoro, su delega della Procura della Repubblica di Palermo, riguarda l'ex presidente del consiglio di amministrazione Roberto Dolce, il dirigente dell’Area finanza e Bilancio Massimo Collesano, il presidente del collegio sindacale Sergio Vizzini, il componente del collegio sindacale Loredana Giuliani, Fabrizio Leone, Larissa Calì, Giosuè Nicola, Aurelio Rizzuto e Roberto Scardino.

Il 13 giugno 2016 i militari effettuavano un'ispezione a un cantiere stradale nel centro di Palermo, dove erano in atto lavori di rifacimento del manto, ad opera della Rap Spa, ditta municipalizzata a partecipazione totale del Comune di Palermo. In quella occasione otto figure apicali del consiglio di amministrazione e dirigenti dell’azienda furono denunciate per una serie di violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e venne, inoltre, riscontrata sul posto la presenza di 31 lavoratori irregolari. Per gli otto soggetti scattarono le multe per un totale di circa 57 mila euro. La stessa cifra che oggi, in via preliminare, è stata bloccata sotto forma di sequestri preventivi ai nove indagati così come stabilito il 24 gennaio scorso dal Gip del Tribunale di Palermo che, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso il decreto di sequestro preventivo per equivalente nei confronti di nove persone, per preservare le somme indebitamente sottratte dal patrimonio dell’ente in house. "Da successivi accertamenti, delegati dalla Procura della Repubblica di Palermo - spiegano dal comando dei carabinieri - è emerso che gli indagati hanno pagato le sanzioni pecuniarie con il denaro pubblico della società municipalizzata, attraverso un sistema di false attestazioni coinvolgendo una nona persona, un dirigente dell’area finanza e bilancio della Rap".

Analogo reato sarebbe stato commesso per sanzioni per reati ambientali, accertate dal corpo della polizia municipale di Palermo e dall’Arpa, per un importo di 6.500 euro (la municipalizzata si occupa anche della raccolta dei rifiuti in città).

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