Truffa sui fondi comunitari e l'energia solare, sequestro da 700 mila euro per tre società

Fatture false e operazioni inesistenti per un progetto sperimentale - finanziato con quasi 2 milioni di euro - che prevedeva la realizzazione di diversi impianti. L’unico ultimato però è quello che si trova vicino all’edificio 16 dell’università. Denunciate cinque persone

L'impianto realizzato all'università

Truffa sui fondi nazionali ed europei per un progetto di produzione di energia fotovoltaica. La guardia di finanza ha sequestrato 700 mila euro nei confronti di tre società e persone fisiche accusate a vario titolo di truffa aggravata, falso ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti. Denunciate cinque persone, segnalate tre persone giuridiche: la Lanaro srl, la Helios montaggi srl e la Easy integrazione di sistemi srl per l’illecito amministrativo di truffa aggravata. Per portare a termine il piano - ricostruiscono le forze dell’ordine - una società capofila, la Idea srl, avrebbe predisposto autocertificazioni per operazioni dai costi fittizi, mentre il 51enne G.C. avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti della Easy integrazione di sistemi srl.

Il progetto su cui si sono concentrate le attenzioni dei finanziari del Nucleo di polizia economico-finanziaria, nell’ambito dell’indagine "Sole nero" coordinata dalla Procura, era stato finanziato con fondi nazionali ed europei per un importo di 1.857.039 euro nell’ambito della linea d’intervento 4.1.1.1. PO FERS 2007/2013, concessi dall’assessorato regionale delle Attività Produttive della Regione Siciliana. Il progetto prevedeva la realizzazione di impianti sperimentali per la produzione di energia solare/termica ad alta efficienza per complessivi 100 Kwp (kilowatt picco) ad opera di un’associazione temporanea di scopo (ATS) composta da cinque persone giuridiche e dall’Università degli Studi di Palermo.

In realtà le indagini hanno consentito di appurare che è stato realizzato e testato un impianto di soli 4 Kwp nella sede di viale Delle Scienze, vicino all’edificio16 della cittadella universitaria, senza che ci sia stato alcun ridimensionamento dei costi rendicontati in relazione al progetto finale effettivamente realizzato. In poco tempo i finanzieri hanno puntato gli occhi sulle posizioni di G.L. (58 anni), amministratore della Helios montaggi srl, L.C. (54), amministratore della Lanaro srl, E.P. (51), amministratrice della Easy integrazione di sistemi srl, F.M.M. (51), amministratore della Idea s.r.l. (capofila dell’ATS), G.C. (51) titolare della ditta individuale Gc Software.

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“Tra acquisizioni e analisi documentali, accertamenti bancari e controlli incrociati nei confronti di tutti i fornitori dei beneficiari delle erogazioni, nonché intercettazioni telefoniche, è emersa - si legge in una nota della guardia di finanza - una condotta preordinata alla fraudolenta percezione di ingenti finanziamenti pubblici, con pari danno per il bilancio nazionale e comunitario, attraverso l’artificiosa rappresentazione di spese mai sostenute, a carico dei legali rappresentanti delle società  Lanaro srl, Helios montaggi srl e Easy integrazione di sistemi srl”.

La produzione di documentazione falsa, mirata a dimostrare il possesso dei requisiti per poter ottenere il finanziamento e il sostenimento dei costi per la realizzazione del progetto, “è stata massiva e sistematica e ha riguardato - concludono dalla finanza - anche perizie, contratti di locazione, e persino bollette per il consumo di energia elettrica”. Le attività di esecuzione delle misure cautelari reali sono state condotte fra le province di Palermo, Messina e Vicenza.

“Prosegue l’azione della guardia di finanza di Palermo, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, a contrasto agli sperperi di risorse pubbliche provenienti dai fondi europei, nazionali, regionali e locali e alle connesse condotte di reinvestimento illecito in beni e attività economiche, che rappresentano - si conclude una nota - un rilevante danno non solo per il complessivo sistema degli incentivi alle imprese ma soprattutto alimentano una concorrenza sleale a nocumento degli operatori economici onesti e rispettosi delle regole”.

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