Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

"Gestione irregolare dei fondi del Ciapi", disposto sequestro da 10 milioni

La sezione d'Appello siciliana della Corte dei conti ha ribaltato la sentenza di primo grado che aveva assolto i componenti del Comitato scientifico e il dirigente generale dell'Agenzia regionale per l'impiego. Al centro della vicenda il progetto Coorap

Una gestione "allegra" delle risorse per la formazione del Ciapi, tanto da far intervenire la Corte dei conti. La sezione d’Appello siciliana, ribaltando la sentenza precedente, ha disposto il sequestro conservativo di 10,3 milioni di euro per un ingente danno erariale, quantificato in 15 milioni e relativo al finanziamento di un progetto di apprendistato e comunicazione presentato dall’ente. Il presidente estensore del provvedimento, Pino Zingale, ha accolto l'impugnazione proposta dal procuratore Giuseppe Aloisio contro la sentenza della Sezione di primo grado con la quale erano stati assolti per prescrizione i componenti del Comitato tecnico scientifico e il dirigente generale dell'Agenzia regionale per l'impiego per la contestazione di irregolare gestione dei fondi per la realizzazione del progetto Coorap, finanziato con fondi europei.

Il procuratore, a garanzia del danno erariale contestato, ha chiesto e ottenuto il sequestro di un grosso patrimonio immobiliare loro intestato. La condanna definitiva dovrà essere eseguita dall'amministrazione regionale sotto la vigilanza della Procura regionale. L’azione del Procuratore regionale è stata ritenuta tempestiva poiché la decorrenza del termine iniziale della prescrizione è stata individuata nella rendicontazione delle spese all'amministrazione regionale, e non nella data di accreditamento dei fondi, come ritenuto dal giudice di primo grado. A ciò si aggiunge il fatto che l'attività di gestione dei componenti del comitato e le scelte operate dal Dirigente regionale che ne erano il presupposto, sono caratterizzate da "gravissimo disinteresse e disprezzo per la cosa pubblica che connota un'estrema gravità dell'elemento colposo". Tra i condannati il deputato regionale del Gruppo misto Francesco Riggio, ex presidente del Ciapi, chiamato a restituire 3,7 milioni e l'ex capo dell'Agenzia dell'impiego Rino Lo Nigro, cui toccherà rifondere un milione di euro.

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