Cala, sequestrato l’impianto pubblicitario della Damir: scattano i sigilli

I vigili urbani hanno accertato la mancanza dei requisiti per la collocazione del cartellone luminoso, come il parere vincolante della Sovrintendenza. L'avvocato Drago, rappresentante legale dell'Aspes: "Non si generalizzi, nel settore vi è il pieno rispetto delle regole"

Le fasi del sequestro del cartellone pubblicitario ad opera dei vigili urbani

Sequestrato l’impianto pubblicitario installato dalla Damir alla Cala. Il provvedimento è scattato dopo i controlli congiunti dei vigili urbani e dei tecnici del settore Attività produttive, dai quali è emerso che l'impianto di via Crispi (di fronte al mercato ittico) è abusivo. Al pari di altri cartelloni pubblicitari luminosi collocati in piazza Restivo-viale Piemonte, finiti nelle maglie dei controlli.

Gli agenti della polizia municipale hanno accertato la mancanza dei requisiti per la collocazione dell’impianto in via Crispi in un'area archeologica, come il parere vincolante della Sovrintendenza, ed hanno apposti i sigilli. Contestualmente è stata inviata un'informativa alla Procura. La Damir ieri si è difesa sostenendo che "tutto è regolarmente autorizzato dal 1981 e al Comune è stata data comunicazione del cambio da impianto classico a innovativo". La società, interpellata da PalermoToday, si è anche detta "pronta a fare valere le proprie ragioni" nelle sedi competenti.

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Sulla vicenda oggi è intevenuto l’avvocato Salvatore Drago, rappresentante legale dell’Aspes (Associazione pubblicità esterna): "Non si deve generalizzare. Questi sono solo alcuni casi dove sono state riscontrate irregolarità, in un settore dove vi è il pieno rispetto delle regole. La stragrande maggioranza degli impianti sono legittimi e rispettano le norme e i regolamenti".

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