Cronaca

Usurai per farsi la bella vita: la Finanza confisca case e auto

Finiscono nei guai due palermitani. Le indagini avevano portato alla luce un complesso sistema di usura, attraverso il quale le vittime per far fronte alle pressanti richieste di restituzione, erano costrette a chiedere aiuto ad altri strozzini

La guardia di finanza ha confiscato un ingente patrimonio, costituito da appartamenti, fabbricati, magazzini, fondi rustici, terreni e box a un quarantanovenne palermitano. Confiscati anche due motocicli, un'autovettura e disponibilità finanziarie (conti correnti, libretti di  risparmio, deposito titoli, polizze assicurative), per un valore complessivo di oltre 2,7 milioni di euro. Il destinatario di un provvedimento è coinvolto in un’indagine per usura condotta nel 2008 dalla Finanza e culminata con l’arresto in flagranza.

Le indagini avevano portato alla luce un complesso sistema di usura, compiuta in maniera sistematica ai danni di numerosi soggetti, attraverso il quale le vittime, per far fronte alle pressanti richieste di restituzione, erano costrette a chiedere aiuto ad altri usurai, inserendosi così in un perverso meccanismo a catena che faceva lievitare i tassi mensili fino al 7%.

Altro provvedimento di confisca è stato emesso nei confronti di un cinquantanovenne originario di Villabate, già finito nei guai nel 2008 per reati di usura continuata, in concorso con altri soggetti e familiari. Le indagini delle fiamme gialle sono iniziate nel 2005 a seguito di dichiarazioni rese da alcune vittime di usura, a cui venivano imposti tassi usurai fino al 6,5% mensile. I gravi indizi raccolti sono stati poi confermati anche dagli accertamenti bancari eseguiti e dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, tra cui Francesco Campanella, con un passato da impiegato di banca, che aveva riferito di alcuni soggetti che si occupavano di usura nel territorio di Villabate, con l’autorizzazione del boss Nicola Mandalà (fedelissimo del boss Bernardo Provenzano).

L’attività della polizia, che aveva preso avvio dall’inchiesta su un agente assicurativo di Palermo, accusato di aver truffato alcuni clienti per milioni di euro, ha consentito l’individuazione dei singoli episodi di usura commessi dal 59enne e dai suoi familiari. I successivi accertamenti economico-patrimoniali sulle disponibilità finanziarie e immobiliari hanno evidenziato flussi monetari rilevanti ed un tenore di vita elevato, soprattutto rispetto ai modesti redditi ufficialmente dichiarati. Oggi è scatta la confisca dei beni. Si tratta nel dettaglio di quattro appartamenti e due terreni in provincia di Palermo, rapporti di conto corrente, dossier titoli e libretti al portatore, per un valore complessivo stimabile in circa 1,3 milioni di euro.

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