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"Legami con la mafia", sequestro di beni milionario per l'imprenditore Bucchieri

Circa tre milioni di euro il valore delle case, delle aziende, dei terreni e delle auto sequestrate a Vincenzo Bucchieri, arrestato nell'ambito dell'operazione denominata "Verbero" il 26 maggio 2015

Maxi sequestro di beni ai danni di Vincenzo Bucchieri, l'imprenditore, arrestato nell’ambito dell’operazione denominata “Verbero”, accusato di far parte di Cosa Nostra e in particolare della famiglia mafiosa di Pagliarelli. 

Due imprese edili individuali, cinque appartamenti a Palermo, due a Mussomeli, uno a Castellammare del Golpo, tre magazzini, un negozio, un terreno a Trabia, trentuno conti bancari, quattro veicoli e quasi 280 mila euro di credito vantato dall'imprenditore nei confronti dell’azienda ospedaliera Policlinico di Palermo. Questi, nel dettaglio i beni sequestrati dai carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, coordinati dalla locale Procura della Repubblica. Circa 3 milioni di euro il loro valore. 

I militari hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal sostituto Procuratore Calogero Ferrara: "Il quadro gravemente indiziario, ricostruito dalle minuziose indagini patrimoniali svolte dai militari dell'Arma, è stato pienamente condiviso dal Tribunale di Palermo che ha disposto il sequestro dei beni ritenuti non legittimati dai redditi percepiti". 

L'ARRESTO. Il 26 maggio 2015 Bucchieri è stato arrestato nell'ambito di un'operazione che aveva portato all’arresto di 39 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata dal metodo mafioso ed intestazione fittizia di beni. In tale ambito, l'imprenditore si era reso responsabile di avere minacciato un imprenditore affinché pagasse a titolo di “messa a posto” l’equivalente dell’1% dell'importo lavori di ristrutturazione, circa 500 mila euro, eseguiti presso l’Ospedale Policlinico di Palermo. Le condotte del Bucchieri avevano riguardato anche il tentativo di imporre le ditte dalle quali rifornirsi dei materiali edili e il personale da assumere per l’esecuzione dei lavori in parola.

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