Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

"Favorì latitanza del boss Raccuglia" Sequestrati beni a un imprenditore

Confiscate diverse società edili, immobili e altri beni per un valore totale di 3,5 milioni di euro. Secondo gli investigatori Salvatore Tafuri gestiva le comunicazioni, attraverso "i pizzini", con il capomafia

Il Tribunale ha sequestrato diverse società edili, immobili e altri beni per un valore totale di 3,5 milioni di euro, riconducibili all’imprenditore edile Mario Salvatore Tafuri,  49 anni di Altofonte, indiziato mafioso. A fondamento del sequestro dei beni – spiegano la polizia - oltre alle risultanze degli accertamenti patrimoniali vi sono gli indizi di appartenenza a Cosa Nostra, in quanto Tafuri avrebbe aiutato nella latitanza il boss Domenico Raccuglia, il boss catturato il 15 novembre 2009 a Calatafimi.

Il suo ruolo era emerso nel corso delle indagini culminate con l'arresto del capomafia da parte della Catturandi: era stata così individuata la rete di soggetti che ne avevano favorito la latitanza per 13 anni, seguendo e ricostruendo il meccanismo di smistamento dei "pizzini", indicati convenzionalmente come "scatole di pillole", attraverso i quali avvenivano le comunicazioni sull'asse Altofonte-Camporeale-Salaparuta-Calatafimi. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, i servizi di osservazione, pedinamento e controllo, hanno condotto a Tafuri il quale si serviva di complici nella realizzazione della “catena informativa” e che è stato arrestato il 13 maggio 2010.

Le indagini patrimoniali, svolte dalla sezione Misure di Prevenzione - divisione polizia Anticrimine della questura, che ha dato esecuzione al sequestro, hanno evidenziato la sproporzione tra la modesta entità dei redditi di natura lecita dichiarati da Tafuri e dal nucleo familiare ed il patrimonio societario ed immobiliare creato nel corso degli anni. Si è potuta delineare pertanto l'origine di tali beni, "verosimilmente acquisiti con i rediti ricavati da attività d'impresa avviata ed esercitata con l'ausilio della forza di intimidazione del sodalizio mafioso, divenuta una componente fondamentale dell'avviamento aziendale", come evidenziato nel decreto di sequestro.

I sigilli sono stati apposti a quattro società la "Tafuri Costruzioni Srl", la "Immobiliare Sperone Srl", la Co.Edil. e la Coedilcem; stesso provvedimento per quattro terreni tra Altofonte, contrada Salvina di Vallefico, di cui due intestati alla societa' "Coedilcem Srl", un appartamento, dodici conti correnti, dieci tra depositi titoli, depositi a risparmio, polizze assicurative ed altro intestati a Tafuri e nucleo familiare. Nel complesso risulta un saldo attivo di oltre 500 mila euro; 18 mezzi pesanti (autocarri, rimorchi, betoniere, cisterne con pompa), 5 autovetture e un motociclo.

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