Cronaca Via dei Candelai

"E' vicino a Cosa Nostra": sequestro da 200 mila euro per l'imprenditore Cutrona

Sigilli a un internet point e a un negozio di casalinghi in via dei Candelai. Sequestrata anche un'automobile. L'imprenditore, a maggio, finì in manette nell'ambito dell'operazione che portò all'arresto di un gruppo armato che terrorizzava i commercianti stranieri di Ballarò

Un internet point e un negozio di casalinghi in via dei Candelai, di proprietà di Alessandro Cutrona, 32 anni, sono stati sequestrati dalla Polizia di Stato. L'imprenditore, lo scorso 23 maggio, venne arrestato nell'ambito dell'operazione "Maqueda" della Squadra Mobile con l'accusa di far parte di un pericoloso gruppo armato che da tempo terrorizzava i commercianti del Bangladesh che lavorano nel centro storico. Già sottoposto alla misura di sorveglianza speciale per due anni a partire dal mese di gennaio 2016, è accusato di essere un membro di Cosa Nostra. 

Dalle sentenze emesse dal tribunale di Palermo è emerso che, insieme a Gaetano Presti, Cutrona si sarebbe occupato della riscossione del pizzo, per conto di Cosa Nostra, "indirizzando le richieste estorsive con una chiara evocazione del sodalizio e spendendone perciò la forza di intimidazione". Oltre alle due attività commerciali, sequestrata anche un'automobile. Circa 200 mila euro il valore dei beni a cui sono stati posti i sigilli.

IL VIDEO DEI SEQUESTRI

Ma il curriculum di Cutrona è lungo, già condannato per una rapina aggravata e lesioni personali per dei fatti avvenuti nel 2005, è stato arrestato per due tentativi di estorsione, aggravati dalla modalità mafiosa, avvenuti nel 2010. Lo scorso 23 maggio, poi, è finito in manette con l'accusa di tentato omicidio, estorsione, incendio, rapina, violenza privata e lesioni personali, reati contestati, agli arrestati dell'operazione Maqueda, con l'aggravante della discriminazione razziale e del metodo mafioso. L'operazione, che portò a dieci arresti in tutto, fu possibile grazie alla collaborazione degli immigrati che denunciarono le richiesta di pizzo.

E' stato proprio grazie a questa operazione che si è saputo, da segnalazioni anonime, che Cutrona era titolare di alcune attività commerciali. Da qui hanno avuto inizio le indagini patrimoniali sul 34enne e sulla sua famiglia che hanno fatto emergere uno squilibrio tra il reddito e le spese effettuate dallo stesso soggetto. Il Tribunale di Palermo ha quindi accolto la richiesta della Questura di sequestrare i beni del Cutrona.

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