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"L'azienda è ancora in debito", sequestrati (di nuovo) i beni della "Giaconia Srl"

I beni dell'azienda madonita che opera nel settore della grande distribuzione a giugno erano stati prima sequestrati e poi dissequestrati a causa di un errore, poi ammesso, dell'Agenzia delle Entrate. La ditta ha però un debito tributario ancora non integralmente estinto

Sequestrati per la seconda volta i beni della "Giaconia Srl", azienda madonita che opera nella settore della grande distribuzione. I carabinieri di Monreale hanno dato esecuzione al decreto emesso dal Gip del Tribunale di Termini Imerese, Michele Guarnotta, perchè "la ditta è ancora in debito".

"Non ha versato le ritenute d'acconto per i dipendenti per l'anno 2013 per un ammontare di 1.166.470,58 euro", come emerso dai controlli fatti dall’Agenzia delle Entrate di Termini Imerese, il 13 settembre 2016, ha poi aderito al piano di pagamento rateale delle ritenute evase, concordato con l’amministrazione finanziaria. Gli inquirenti hanno dimostrato che il debito tributario (che comprende interessi e sanzioni) non è ancora estinto integralmente. Motivo per cui è scattato il nuovo sequestro.

L'azienda, con sede a Petralia Sottana, vanta numerosi supermercati nella Sicilia occidentale sotto la propria insegna e in affiliazione a grandi gruppi come Conad, Conad City, Margherita, Mstore, Superstore, Todis, Bimbostore, Toys-Bimbostore per un totale di 38 punti vendita e circa 400 dipendenti. A giugno i beni della ditta era già stati sequestrati e poi dissequestrati.

L’Agenzia delle Entrate aveva comunicato il mancato pagamento dell'Iva per oltre un milione e i carabinieri di Monreale, dopo mesi di lavoro necessario per mappare il patrimonio mobiliare e immobiliare del gruppo "Giaconia Srl", avevano sequestrato, titoli di credito bancari per l’importo corrispondente all’imposta evasa.

Solo dopo l'Agenzia delle Entrate si è accorta di aver commesso un errore: "L’atto trasmesso all’autorità giudiziaria avrebbe più correttamente dovuto riguardare l’omesso versamento delle ritenute, in quanto l’ammontare dell’Iva non versata non superava le soglie di penale rilevanza". La ditta ha fatto ricorso e il tribunale del Riesame ha annullato il sequestro.

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