"Ha fatto sparire i debiti di 13 aziende", sequestro di beni per ex funzionario Inps

Accertato un danno di circa 223 mila euro alle casse dell'Istituto. La guardia di finanza ha sequestrato preventivamente 2 appartamenti dell'indagato. Avrebbe alterato le pratiche per un tornaconto personale. Le accuse sono: abuso d’ufficio, accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Istituto e frode informatica

La sede dell'Inps in via Laurana

Avrebbe "aggiustato" le posizioni con l'Inps di 13 aziende "amiche", facendone sparire debiti e irregolarità, per un tornaconto personale. Con questa motivazione per un ex funzionario dell'istituto previdenziale, il palermitano N.A. di 67 anni, è scattato il sequestro di beni per un valore di 223 mila euro. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo di polizia economico – finanziaria di Palermo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura. Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso d’urgenza per i reati di "abuso d’ufficio, accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Istituto e frode informatica".

"Una preliminare indagine interna condotta dall’ente - spiegano le fiamme gialle - aveva fatto emergere indici di anomalia nelle pratiche seguite dal funzionario, con conseguente segnalazione alla locale Procura. La Finanza ha conseguentemente svolto mirate indagini volte a verificare le attività compiute dal funzionario pubblico nel periodo tra il 2011 e il 2015 su pratiche relative ad 'abbandono e sospensione dei crediti previdenziali'". 

E' emerso che l'ormai ex funzionario avrebbe "svolto una serie di 'lavorazioni' anomale di pratiche consentendo ad alcune aziende di
ottenere indebiti benefici normativi e contributivi. In particolare, attraverso la variazione dei cosiddetti 'codici stato di lavorazione' e
bypassando la prevista autorizzazione del direttore di sede, avrebbe alterato i fascicoli di 13 aziende, cancellando con motivazioni infondate e surrettizie i loro debiti previdenziali e determinando di fatto un ammanco nelle casse dell’Inps. Ed è stato proprio l’utilizzo dei sistemi informatici al di fuori dei canoni e delle mansioni attribuite al dipendente che ha fatto scattare i controlli".

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Al termine delle indagini il pubblico ministero ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza, convalidato dal gip, delle somme derivanti dai reati commessi, quantificate in 223 mila euro ovvero l'ammontare degli sgravi di cui le società avevano indebitamente giovato. I finanzieri, nel dare esecuzione al provvedimento, hanno sequestrato due immobili a Palermo, riconducibili all’indagato.

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