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"Si liquidarono premi non dovuti": sequestro da 290 mila euro per due ex dirigenti dello Iacp

Si tratta dell'ex direttore e presidente dell’organismo indipendente per la valutazione delle performance e del controllo strategico dal 1994 al 2013, Salvatore Giangrande, e di un dirigente del settore tecnico nonché sostituto direttore generale, Ernesto Butticè. Sono accusati di peculato

Sono accusati di aver indebitamente percepito rispettivamente poco più di 103 mila euro e 186 mila euro. Per questo due ex dipendenti dell'Istituto autonomo case popolari sono stati denunciati per peculato e gli sono stati sequestrati preventivamente circa 290 mila euro. Si tratta dell'ex direttore e presidente dell’organismo indipendente per la valutazione delle performance e del controllo strategico dell'Istituto autonomo case popolari dal 1994 al 2013, Salvatore Giangrande di 74 anni, e di un dirigente del settore tecnico nonché sostituto direttore generale, Ernesto Butticè di 66 anni. E' questo l'esito di una complessa operazione condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Palermo, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo, che hanno portato a termine un'articolata operazione di polizia giudiziaria a contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione. 

Il provvedimento cautelare reale scaturisce da un’indagine, iniziata nel 2017, relativa al riconoscimento indebito (cosiddetto sistema “a pioggia”) a dirigenti dell’Iacp di indennità varie (di posizione organizzativa, di risultato, di produttività collettiva), che aveva già portato alla denuncia di sette soggetti (tra cui anche Giangrande e Butticè) responsabili, in concorso, per il reato di abuso d’ufficio (art. 323 c.p.).

"Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo - fanno sapere dal Comando della guardia di finanza - hanno permesso di dimostrare come gli indagati, nel periodo ricompreso tra il 2010 ed il 2015, abbiano liquidato detti emolumenti senza l’elaborazione e attuazione del cosiddetto “Ciclo di gestione della performance”, sistema di monitoraggio previsto dalla riforma “Brunetta” (D.lgs. n. 150 del 2009), finalizzato al miglioramento degli standard qualitativi ed economici dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni tramite la valorizzazione dei risultati e della performance organizzativa e individuale. Le indagini hanno consentito di appurare l’erogazione degli emolumenti premiali in argomento, prescindendo dalla preventiva assegnazione di obiettivi, dal monitoraggio dell’andamento dell’attività e dalla verifica dei risultati raggiunti". 

Nel dettaglio i due dirigenti si sarebbero fatti riconoscere un’indennità di risultato pari a 108.550  euro per l’anno 2010 e 77.755 euro per l’anno 2012 per Giangrande; 52.873 euro per l’anno 2011 e 50.541 euro per l’anno 2012 per Butticè. "In considerazione del ruolo propositivo e determinante svolto dai dirigenti - concludono dal Comando - nei procedimenti amministrativi di liquidazione delle indennità (di fatto si è trattato di un’auto-liquidazione), è stato configurato a carico di Giangrande e di Butticè anche il reato di peculato". A fronte di un elevato rischio di aggravamento delle conseguenze dei reati contestati e in relazione ad una pronosticabile irrecuperabilità dei proventi dei fatti commessi, il giudice ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, disponendo il vincolo cautelare reale, anche per equivalente, per l’importo complessivo di circa 290 mila euro corrispondente al profitto dei reati ipotizzati. Il Gip di Palermo, condividendo le conclusioni investigative dell’autorità giudiziaria inquirente, infine ha confermato il vincolo reale sui beni di Giangrande e di Butticè.

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