Lunedì, 15 Luglio 2024
Soldi pubblici

Amap, indagati vertici vecchi e nuovi per un finanziamento europeo da 20 milioni: scatta il sequestro

Il provvedimento del gip è stato eseguito dalla guardia di finanza su richiesta della Procura europea. Secondo l'accusa gli indagati avrebbero omesso, per ottenere un finaziamento dall'Ue, di riferire del commissariamento della società dovuto a una serie di violazioni che avevano portato anche al rinvio a giudizio di tre manager

Avrebbero omesso di comunicare una serie di “gravi e reiterate violazioni in materia ambientale” che hanno portato, nel 2021, al commissariamento dell’Amap e al rinvio a giudizio di alcuni manager. Tutto per ottenere un prestito milionario per un programma d’investimento, con soldi europei, nel settore della produzione di acqua potabile e del trattamento delle acque reflue. I finanzieri del Comando provinciale, su richiesta della Procura europea, hanno eseguito un decreto di sequestro da 20 milioni, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, nei confronti della società che gestisce il servizio idrico e Giuseppe Ragonese (direttore generale di Amap), Alessandro Di Martino (amministratore unico da marzo 2019 e tuttora in carica) e Maria Concetta Prestigiacomo (amministratore unico da marzo 2014 a marzo 2019).

Le indagini condotte dagli specialisti del Nucleo di polizia economico-finanziaria, del Gruppo tutela spesa pubblica, sono state avviate dopo la denuncia sporta dalla Banca europea degli investimenti presso la sede che si trova in Lussemburgo della Eppo, l’European public prosecutor’s office. Al centro dell’attività investigativa il prestito agevolato ottenuto dalla società nell’ambito del Fondo europea per gli investimenti strategici, con garanzia concessa dall’Unione europea, per la realizzazione di un programma nel settore del trattamento delle acque.

“Gli elementi acquisiti allo - spiegano dal Comando - hanno consentito di ipotizzare che, per impedire alla Banca europea per gli investimenti di procedere alle valutazioni di competenza in merito al rispetto delle condizioni per l’ottenimento e/o revoca del finanziamento erogato, i manager della società avrebbero consapevolmente omesso di comunicare la commissione, tra il 2017 e il 2020, di gravi e reiterate violazioni, anche di rilevanza penale, in materia ambientale, sfociate in un’ordinanza di commissariamento giudiziale emessa nel 2021 dal gip del Tribunale di Palermo e nella successiva richiesta di rinvio a giudizio dei responsabili”.

Per tale motivo il sequestro preventivo disposto dal gip del Tribunale di Palermo ha riguardato l’ammontare complessivo della somma oggetto di prestito “in quanto ottenuta - spiegano ancora gli investigatori - attraverso le omissioni informative fraudolentemente poste in essere dagli indagati. L’operazione testimonia la stretta sinergia operativa tra la Procura europea e la guardia di finanza a tutela degli interessi economico-finanziari dell’Unione europea, nella consapevolezza che l’illecita apprensione di risorse destinate agli investimenti frena lo sviluppo del Paese”.

Sulla vicenda è intervenuta Carolina Varchi, vicesindaco e assessore alle Partecipate e alla Legalità: "Appreso da fonti di stampa del sequestro preventivo eseguito oggi dalla guardia di finanza nei confronti dell’Amap e dei suoi vertici attuali e precedenti, il Comune di Palermo - ha detto il vicesindaco - è pronto a costituirsi parte civile dove la magistratura esercitasse l’azione penale. La stessa amministrazione comunale aveva disposto tempo addietro un’ispezione in azienda, le cui risultanze sono in fase di accertamento. Siamo fiduciosi che l’operato della Procura europea e della Guardia di Finanza possa fare piena luce sulla vicenda e su eventuali profili di illiceità".

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