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Cronaca Montepellegrino / Via Monte Pellegrino

"Non c'è prova dei legami con Sbeglia", dissequestrato il patrimonio dei Ponte

I sigilli erano scattati per la presunta commistione con Marcello Sbeglia, sotto inchiesta per mafia. Il provvedimento riguarda anche tre noti alberghi: l'Astoria, il Garibaldi e il Vecchio Borgo

I giudici della sezione Misure di prevenzione del tribunale hanno disposto il dissequestro dei beni del gruppo Ponte, che amministra tre alberghi in città: l'Astoria, il Garibaldi e il Vecchio Borgo. I sigilli erano scattati per la presunta commistione della proprietà con la famiglia Sbeglia e in particolare con Marcello, sotto inchiesta per mafia. Era stato arrestato nel 2014 perché ritenuto rampollo di un clan di costruttori che sarebbero punto di riferimento di diverse famiglie mafiose per la gestione degli appalti.

A insospettire gli inquirenti era stata soprattutto la gestione dell'hotel Garibaldi e l'acquisto di un credito vantato da Sicilcassa nei confronti degli Sbeglia. L'operazione finanziaria venne ritenuta poco credibile e finalizzata a trasferire liquidità dal gruppo Ponte agli Sbeglia. La questione è stata però smontata dal collegio difensivo rappresentato dagli avvocati Massimo Motisi, Vincenzo Lo Re, Sergio Monaco, Marcello Madonia, Santi Magazù.

A mettere i sigilli al patrimonio dei Ponte era stata la "vecchia" sezione di misure di prevenzione, presieduta dal giudice Silvana Saguto, iscritta nel registro degli indagati per corruzione proprio per la gestione dei beni sequestrati e confiscati. Nelle scorse settimane lo stesso pubblico ministero, Calogero Ferrara, aveva chiesto il dissequestro. Oggi il via libera. Secondo i giudici non c’è prova che Sbeglia avesse la reale gestione delle società della famiglia Ponte e che operasse “uti dominus”.

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