Cronaca Altarello / Via Micciulla

Edificio settecentesco nel degrado Scattano i sigilli per Villa Savagnone

Il bene confiscato alla mafia, che si trova ad Altarello di Baida, era affidato un'associazione culturale. Le indagini dei vigili e dei Beni culturali hanno accertato lo stato di degradazione del complesso storico

Presenza di amianto, crolli in alcuni punti dell’edificio e lesioni ad una fontana monumentale. Il nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei vigili urbani ha sequestrato stamattina "Villa Savagnone", complesso monumentale settecentesco, in via Micciulla, ad Altarello di Baida. Si tratta di un bene confiscato alla mafia e affidato a un’associazione culturale. Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari, Piergiorgio Morosini su richiesta del sostituto procuratore Claudia Bevilacqua. Le indagini hanno accertato il forte degrado del complesso, con conseguente minaccia di pericolo per l'incolumità pubblica, nonchè la presenza di diverse cataste di cemento-amianto.

All'interno dell'immobile sono stati rinvenuti e sequestrati per la provenienza incerta, numerosi colli contenenti delle bottiglie di vino. Una persona è stata denunciata all'autorità giudiziaria, con conseguente avviso di garanzia, per omissione di interventi in edificio monumentale. Le indagini hanno riscontrato i crolli di numerosi parti dell'edificio, lesioni strutturali alla fontana monumentale posta sul lato sinistro dell'ingresso ed alcuni corpi edilizi in muratura avvolti in coperture di cemento-amianto deteriorate.

Riscontrato il pericolo di crollo sulla sede stradale del muro perimetrale che confina con la strada pubblica e all'interno dell'area giacciono diverse cataste di ondulina in cemento-amianto. Peraltro, l'immobile e l'intero comprensorio sono accessibili per la mancanza di strutture di delimitazione e protezione dell'area. Per le costruzioni abusive presenti all'interno dell'area, saranno attivate le procedure per la demolizione ed avviata la riqualificazione. Una parte attigua all'area è di proprietà del Comune e sono stati chiusi gli accessi per motivi di sicurezza. Le indagini hanno coinvolto la Sopraintendenza ai Beni culturali che ha realizzato dei sopralluoghi ed è stata inoltrata una segnalazione all'Arpa ed al Settore Ambiente ed Ecologia del Comune per la bonifica.
 

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