Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

“E' la pompa di benzina di un boss” Sequestrato distributore a Cinisi

Sigili ad un impianto e al bar annesso. Dalle indagini della guardia di finanza è emerso che l'impresa era gestita da una persona vicina al pentito Gaspare Spatuzza. Scoperto anche un sistema di "taroccamento" dei display

Era intestata ad un prestanome, in realtà era gestita da una persona condannata per mafia. Per questo la guardia di finanza, su disposizione della Procura, ha sequestrato a Cinisi una pompa di benzina, i relativi impianti e il bar annesso (GUARDA IL VIDEO). Dalle indagini è emerso che l'impresa, intestata ad un prestanome, era in realtà nella disponibilità di una persona condannata per mafia e ritenuta vicina all'ex boss, ora pentito, Gaspare Spatuzza. Il valore dell'azienda sequestrata e affidata ad un amministratore giudiziario è di 2 milioni di euro.

Nell'ambito dell'inchiesta due persone sono indagate per intestazione fittizia di beni aggravata dall'avere agevolato Cosa nostra.  La Finanza, che da tempo controlla attività imprenditoriali simili, ha anche smascherato un'organizzazione criminale che “taroccava” i dispositivi di somministrazione delle colonnine degli impianti di carburante in modo da erogare almeno il 10% in meno di prodotto rispetto a quello indicato dal display.

Il sistema era ben organizzato ed affidato a gente di provata professionalità.  Per raccogliere elementi di prova a carico del sodalizio, il cui regista e fulcro era un vero mago dell’elettronica (un tecnico addetto alla manutenzione degli impianti), sono state necessarie ore ed ore di ascolto di migliaia di telefonate intercettate dalle fiamme gialle.

Nella stessa indagine - il pm ha chiesto il rinvio a giudizio di 44 persone - era emerso che il sistema del “taroccamento” era stato messo in atto persino all'interno dei depositi dell'Amia, l'ex municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti.

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