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Tamponi rapidi, il Tar dà ragione ai laboratori d'analisi: "No al prezzo imposto dalla Regione"

L'assessorato alla Salute, attraverso una direttiva, aveva quantificato in 15 euro i test utili a rilevare un'eventuale positività al Covid. Per i giudici, la determinazione della tariffa non è stata preceduta "da un'indagine di mercato sui prezzi dei produttori". Razza: "Faremo ricorso al Cga"

No al prezzo di 15 euro imposto dalla Regione Siciliana ai laboratori d'analisi privati per l'esecuzione dei tamponi rapidi. Lo ha stabilito la Prima sezione del Tar, presieduta da Calogero Ferlisi, con due sentenze che hanno accolto il ricorso presentato da numerosi laboratori di analisi contro l'assessorato regionale alla Salute che attraverso una direttiva aveva fissato un prezzo di 15 euro per i test utili a rilevare un'eventuale positività al Covid.

I laboratori hanno lamentato la "diseconomicita'" del prezzo imposto. In uno dei due pronunciamenti il Tar ritiene "illegittima" la previsione di una "tariffa regionale imposta nella misura in cui è stata attuata attraverso una 'direttiva' o circolare, contenente 'indicazioni operative', diramata alle aziende e gli enti del servizio sanitario regionale dal dirigente del Dasoe".

I giudici amministrativi, inoltre, evidenziano come la determinazione della tariffa regionale non sia stata preceduta "da un'apposita indagine di mercato volta ad individuare i prezzi applicati dalle ditte produttrici ai laboratori privati", né da "una reale valutazione dei costi relativi ai dispositivi di protezione individuale necessari per l'esecuzione in sicurezza dei test rapidi".

L'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, annuncia che "la decisione del Tar sarà impugnata al Cga e, nel frattempo, verrà emanato un nuovo decreto che comunque ripeterà la stessa tariffa. Oggi un tampone rapido costa meno di 4 euro e la tariffa fissata è forse persino troppo alta. Il dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico spiegherà bene il percorso della determinazione della tariffa, ma non mi pare che si possa anche solo ipotizzare di utilizzare l’emergenza per fare utili oltre il doveroso. E' semplicemente immorale".

Fonte: Dire 

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