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La palazzina di via Galileo Ferraris all'angolo con via Alessandro Volta

La palazzina di via Galileo Ferraris all'angolo con via Alessandro Volta

Porto, sì al recupero dell'ex centrale elettrica: il Tar sconfessa il Comune, Ostello Bello può aprire

La catena di strutture ricettive low cost per giovani potrà cambiare destinazione d'uso all'immobile di via Ferraris angolo via Volta, acquistato da una società del presidente del Palermo Mirri. I giudici: "Non è necessaria una variante urbanistica". Anello (Lega): "Bocciatura per la burocrazia di Orlando"

Ostello Bello, la catena di strutture ricettive low cost per giovani, potrà dare il via ai lavori per la ristrutturazione dell'ex centrale termoelettrica di via Galileo Ferraris angolo via Volta, a due passi dal Castello a Mare.

E' questo l'effetto di una sentenza della seconda sezione del Tar - Cosimo Di Paola (presidente), Nicola Maisano (consigliere), Raffaella Sara Russo (referendario estensore) - che ha annullato il provvedimento del 17 luglio scorso con cui il Comune aveva negato "il permesso di costruire per una pretesa difformità delle opere oggetto di istanza con lo strumento urbanistico". La decisione non è definitiva e potrà eventualmente essere impugnata davanti al Cga.

Palazzo delle Aquile, che si è adeguato ad un parere del dipartimento Urbanistica dell'assessorato regionale al Territorio (resistente in giudizio), in parole povere aveva fondato il suo "no" alla ristrutturazione e al cambio di destinazione d'uso dell'immobile (da attività non residenziale produttiva a ricettiva) per la mancanza di una variante urbanistica al Piano regolatore.

Secondo il Comune, inoltre, la riconversione dell'immobile - acquistato dalla Neaimmobiliare srl, società che fa capo al presidente del Palermo calcio Dario Mirri - non sarebbe stata possibile perché alcune porzioni dell’unità edilizia sono "ubicate in zona destinata a parcheggio e in zona F16 (area ferroviaria e portuale)". 

"Un’interpretazione dell’articolo 26 della legge regionale 16 del 2016 che il collegio non ritiene di condividere", si legge nella sentenza che dà ragione a Neaimmobiliare srl e Ostello Bello spa. Realtà quest'ultima fondata da tre giovani - fra cui Carlo Dalla Chiesa, figlio di Nando e nipote del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa - che conta 250 dipendenti e 180 mila visitatori l'anno con sedi a Milano, Como, Assisi e in Birmania.

Il Tar smonta pezzo per pezzo la decisione del Comune sostenendo che "l'unico limite" che poteva essere posto era "il rispetto della volumetria esistente". E che "non può ritenersi necessaria la variante urbanistica" in quanto la legge citata ha "natura derogatoria". La ratio della legge, rimarcano i giudici, è infatti quella di "agevolare le strutture ricettive, commerciali e destinate ad ospitare servizi, in deroga alla disciplina ordinaria".

Proseguendo con l’esame degli ulteriori rilievi mossi dall’amministrazione comunale - e cioè la realizzazione di un nuovo solaio e l'introduzione di lucernari (autorizzati peraltro dalla Sovrintendenza) - il collegio osserva che "questi non costituiscono valide ragioni ostative al rilascio del richiesto permesso di costruire".

"Una clamorosa bocciatura per la burocrazia targata Orlando: un mostro che sembra fare di tutto per ostacolare gli imprenditori, i giovani,  chi ha idee e voglia di fare" commenta il consigliere della Lega Alessandro Anello, vicepresidente della commissione Attività produttive (nella foto a destra), tra i primi a divulgare la notizia. "Come Lega - aggiunge - avevamo immediatamente denunciato la vicenda per portarla all'attenzione dell'opinione pubblica ed in veste di vicepresidente della commissione Attività produttive ho seguito le varie fasi del braccio di ferro, convocando tra le altre cose in audizione l'assessore all'Edilizia privata Vincenzo Di Dio".

anello-6La decisione dei giudici amministrativi sblocca di fatto la nascita anche a Palermo dell'ostello più famoso d'Italia. "Al di là degli aspetti strettamente tecnici della vicenda - conclude Anello - non è accettabile che l'amministrazione comunale si sia presa quasi due anni per dare una risposta, per giunta negativa e oggi clamorosamente giudicata infondata, bloccando per un tempo così tanto lungo chi si impegna per fare impresa credendo nelle potenzialità turistiche della città, con la prospettiva della creazione di posti di lavoro, senza contare la riqualificazione della zona adiacente al porto. Una vicenda emblematica - conclude l'esponente del Carroccio - che si aggiunge al ricco festival degli orrori della Giunta Orlando".
 

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