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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Il dipendente Gesip come skipper sulla barca dell'ex sindaco, revocata la condanna di Cammarata

La decisione della Corte d'Appello di Caltanissetta che ha accolto l'istanza di revisione della difesa dell'ex primo cittadino. Gli erano stati inflitti 2 anni (pena sospesa) in via definitiva nel 2017: per la Procura, il giardiniere dell'ex municipalizzata al posto di andare al lavoro avrebbe gestito la "Molla 2"

Sono passati quasi 13 anni da quando venne fuori la storia dell'ormai famoso skipper dell'ex sindaco Diego Cammarata, quel Franco Alioto, dipendente della Gesip (oggi Reset) che, secondo la Procura, al posto di andare a lavorare si sarebbe appunto occupato della barca "Molla 2" dei figli dell'ex primo cittadino. I due furono entrambi condannati definitivamente nel 2017, ma oggi a Caltanissetta c'è stato il colpo di scena: la Corte d'Appello, presieduta da Pasqua Seminara, ha infatti accolto l'istanza di revisione del processo di Cammarata e ha deciso di revocare la condanna a 2 anni (pena sospesa) ormai passata in giudicato.

I giudici hanno accolto le tesi degli avvocati Giovanni Rizzuti e Fabrizio Lanzarone, spazzando via la condanna - con un iter giudiziario particolare e che raramente sortisce questi effetti - e sostenute sin dal primo grado di giudizio: Alioto era in ferie o in permesso quando si occupava dell'imbarcazione, nessun abuso d'ufficio, nessuna truffa. La difesa lo ha ribadito con altri documenti e attraverso nuove testimonianze e ha portato la Corte a revocare la sentenza definitiva.

Diego Cammarata barca-2

La vicenda era venuta alla luce nel settembre del 2009, attraverso un servizio di "Striscia la notizia". L'inchiesta all'epoca fu coordinata dall'allora sostituto Laura Vaccaro (oggi procuratore aggiunto) e in tutti i gradi di giudizio aveva portato a delle condanne: prima 3 anni per entrambi gli imputati, poi ridotti in appello a 2 anni per Cammarata (era caduta l'ipotesi di abuso d'ufficio) e a un anno e 3 mesi per Alioto (a cui erano state concesse le attenuanti generiche). Quest'ultimo verdetto era diventato definitivo nel 2017 con la decisione della seconda sezione della Cassazione.

Il giardiniere-skipper avrebbe dovuto essere in servizio a Casa Natura, alla Favorita, ma si sarebbe spesso allontanato per occuparsi di "Molla 2", ormeggiata nel porticciolo di Marina di Villa Igiea. Per l'accusa, Alioto sarebbe stato "presente giornalmente sulla barca di Cammarata". Dato che era stato confermato da vari testimoni. Gli avvocati hanno però sempre sostenuto che quando Alioto sarebbe stata sulla barca in realtà sarebbe stato in ferie o in permesso alla Gesip. Una delle testimonianze portate nel processo di revisione è quella di una persona che si era rivolta a Cammarata per festeggiare gli 80 anni del padre sull'imbarcazione. A dire dell'uomo, l'ex sindaco lo avrebbe invitato a chiedere ad Alioto, rimarcando che soltanto se in quel momento il giardiniere fosse stato libero dal lavoro, si sarebbe potuto fare. 

Le reazioni

"Finalmente la sentenza che assolve Diego Cammarata fa chiarezza dopo tante mistificazioni". Cosi il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, in merito all'assoluzione dell'ex sindaco di Palermo. "Era chiaro fin dall'inizio come Diego fosse stato tratto in inganno e fosse estraneo alle assenze dell'operaio del Comune dal posto di lavoro. Nessuno potrà restituirgli la serenità perduta in questi anni, trascorsi prima a difendersi da un'accusa ingiusta e poi a patire una condanna ingiustificabile", conclude Miccichè.
 

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