A Palermo il seminario sulla leadership del distretto Rotary 2110

"Come i rotariani vivono la leadership" attraverso le testimonianze di John Hewko, Gianni Puglisi, Dario Caltabellotta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Concluso il Seminario Distrettuale sulla Leadership del Distretto 2110 del Rotary International con Leader eccellenti e con la presenza del Segretario Generale ed Amministratore Delegato del Rotary International e della Fondazione Rotary John Hewko ed altri di prestigio nazionale. “Si è trattato di un'occasione, unica e irripetibile, per poter ascoltare leader rotariani e porre loro delle domande” ha commentato il governatore del Distretto Rotary 2110 Sicilia e Malta Alfio Di Costa nel concludere il Seminario sulla leadership dal titolo "Come i rotariani vivono la leadership". “Conoscere la Leadership nel Rotary è un passo fondamentale che ci porta a migliorare il nostro orgoglio dell'appartenenza. È, nell'alveo di questa considerazione, con l'implicazione evidente di quanto sia importante la leadership che i rotariani, in questo singolare momento storico, hanno ribadito con determinazione il loro impegno, con le loro qualità professionali, per dare risposte, nei modi più adeguati all’umanità, ai territori a chi ha davvero bisogno” ha ribadito l’ingegnere Alfio Di Costa.

“Per poter agire efficacemente, per assumere impegni, per mantenerli nel tempo, occorre disporre di strumenti e risorse adeguate; la risorsa principale del Rotary è rappresentata dai Soci. Emerge quindi prepotentemente la necessità di poter contare su un effettivo non solo forte numericamente ma di elevata qualità; un effettivo costituito sì da persone che nella vita di tutti i giorni professano quei principi etici e deontologici che attengono ai doveri e alle responsabilità, ma che allo stesso tempo abbiamo anche buone doti di Leadership” ha sottolineato Alfio Di Costa nel suo sfolgorante intervento. Tutti brillanti gli interventi degli ospiti. John Hewko ha sottolineato come “bisogna continuare a lavorare per garantire un futuro in cui il Rotary sia ancora l’organizzazione che attrae i migliori e i più brillanti individui di ogni comunità, oltre le generazioni e le divisioni sociali. Un futuro in cui il Rotary sia un polo dinamico per gli innovatori. Un posto per gli individui pronti ad agire, che sconvolga lo status quo per migliorarlo. Un luogo dove i nuovi soci vedano gli evidenti benefici a lungo termine dell’affiliazione”. “Naturalmente, questo non sarà facile” continua John Hewko.

“Il Presidente John F. Kennedy, per spiegare la necessità per gli Stati Uniti di diventare un leader globale nell’esplorazione dello spazio, aveva detto: «Noi scegliamo di andare sulla Luna in questo decennio e di fare tante altre cose, non perché siano facili, ma perché sono difficili». E la leadership che dovrete dimostrare a nome del Rotary comporterà cambiamenti e decisioni difficili. Le vostre idee per il cambiamento potrebbero riscontrare delle resistenze. Ma voi tutti avete scelto di affrontare questa sfida. Perché per voi il rischio maggiore consiste nel non passare all’azione. E la vostra migliore opportunità è di essere abbastanza audaci da mettere in pratica un’idea che non è mai stata testata prima. Non ho dubbi sul fatto che siete tutti capaci di assumervi dei rischi, di essere audaci e di apportare cambiamenti duraturi per migliorare la nostra organizzazione. Perché con la vostra leadership, il Rotary continuerà a crescere, a cambiare, a “connettere il mondo e a creare opportunità”. Di pregio, incantevole, l’intervento del prof. Gianni Puglisi rettore dell’Università degli Studi Kore di Enna, presidente dell’Università IULM di Milano, vicepresidente Vicario dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana “Giovanni Treccani” e presidente di “Treccani Scuola”. Nella sua brillante relazione ha sottolineato come “i 5 binomi della leadership siano ancora e più di prima: Passione e competenza, visione e coscienza, pazienza ed ascolto, umiltà e ambizione, autonomia e responsabilità” e ha ribadito “l’attualità dell’impegno in tale direzione”.

“Un Leader vero non ricopre semplicemente un incarico, ma è portato a costruire un orizzonte, una visione a cui tendere; è orientato ai risultati e non all’attività pura e semplice. Un Leader deve saper responsabilizzare gli altri facendoli sentire veri protagonisti. Non deve imporre mai, ma persuadere gli altri interpretandone sentimenti, stati d’animo e attese; deve saper valorizzare i punti di forza dei propri collaboratori. Queste sono caratteristiche irrinunciabili per cambiare il mondo. Il nostro futuro” ha ribadito Gianni Puglisi. Di pregio gli interventi di Dario Caltabellotta, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana; Maurizio Carta, vicedirettore generale Banca Popolare di Ragusa; Giorgia Cicero, RD del Rotaract Distretto 2110; Riccardo Damiano, Amministratore Delegato Damiano Spa; Marco Milanesi, imprenditore; Antonello Mineo, imprenditore. Dario Caltabellotta ha sottolineato come “un Leader deve saper comunicare, deve, cioè, avere la capacità di trasmettere sensazioni, emozioni, attenzione, sicurezza, fiducia; deve essere consapevole del fatto che, per fare bene, deve essere in grado di saper utilizzare al massimo le capacità dei propri collaboratori orientandoli ad una collaborazione efficace e delegando a ciascun la propria parte di compiti e responsabilità. La Leadership si fonda su un paradosso: a prescindere dai pregi o dalle qualità di ciascuno di noi, uno non se la può auto-attribuire. Più leadership per un mondo migliore”. “Essere un leader significa saper reggere il peso della responsabilità ma anche essere in grado, nei momenti di difficoltà e smarrimento, di motivare e spingere ad andare avanti con rinnovata determinazione” ha affermato Alfio Di Costa. Come scrive Tom Peters “i leader non creano seguaci, creano nuovi leader”.

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