La protesta delle scuole paritarie, il direttore del Don Bosco: "Aiutiamo i ragazzi a crescere"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Solitamente dopo la tempesta subentra la quiete e al rumore il silenzio. Paradigma classico che non rispecchia “il giorno dopo” di alcune scuole pParitarie. Il “rumore” ha permesso di argomentare su un dibattito che ha coinvolto l’intera comunità educativa. Perché una cultura “profetica” si avvale di due strumenti interconnessi: formazione e istruzione, il filo rosso della docenza anche delle insegnanti della scuola paritaria, per accompagnare i giovani nel percorso di educazione integrale. La cui finalità educativa-culturale è proprio di formare persone propositive e profetiche. Questa ragione rende la scuola una “parola parlante” perché la comunità educativa inietta proposte di senso. In modo particolare in questo periodo, per non avere cadute di stile e di mordente della motivazione allo studio, la scuola Don Bosco Ranchibile nella didattica a distanza ha messo in atto ogni strategia per essere creativa e per coinvolgere. Su questa linea si è impegnata in termini di tempo, costi e aggiornamento online perché crede che la formazione delle competenze, la valutazione formativa danno sostanza alla grande parola "cultura".

Per queste ragioni la scuola Don Bosco Ranchibile nel video “Il giorno dopo lo sciopero” ha raccontato i due giorni di rumore educativo ed ha sottolineato attraverso delle voci autorevoli, come dice il direttore, don Domenico Saraniti, che anche se invisibili: "Noi vogliamo renderci visibili con la nostra azione quotidiana, con il nostro impegno a favore della crescita dei ragazzi, con la nostra didattica a distanza, con il nostro entusiasmo e la nostra passione educativa che abbiamo ereditato ed ogni giorno ereditiamo dal grande santo educatore don Bosco”. 

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