La scuola Saladino pronta a riaprire, Catania: "Test saliva? Ok prevenzione ma no psicosi Covid"

A parlare è Giusto Catania, non solo assessore alla Mobilità del Comune ma anche preside dell'istituto del Cep: "Far ripartire la scuola è obiettivo primario". Spazi ridisegnati e aule recuperate per accogliere gli alunni garantendo le distanze

All'avvio del nuovo anno si prepara da settimane perché "far ripartire la scuola è un obiettivo primario". Di più. "Fondamentale". Giusto Catania, assessore comunale e dirigente dell'istituto comprensivo Giuliana Saladino non ha dubbi: "Un Paese che abbandona il suo sistema scolastico è morto e la didattica a distanza può essere solo un surrogato emergenziale - dice all'Adnkronos -. La scuola non può essere sostituita dallo schermo di un computer perché è circolarità di informazioni, dialogo, socializzazione". 

Nel plesso del quartiere Cep, che accoglie 650 studenti, mancano ancora una ventina di insegnanti di sostegno oltre all'organico Covid (quattro docenti tra infanzia e primaria e una classe intera per la media). Dei banchi monoposto promessi dal Governo Conte non c'è traccia. E così non resta che arrangiarsi. "Abbiamo riorganizzato gli spazi con interventi di edilizia leggera - dice il dirigente scolastico -, utilizzeremo alcune aule che stiamo mettendo in sicurezza e soprattutto gli spazi esterni, che stiamo riqualificando. L'obiettivo è evitare che gli studenti possano restare troppo a lungo dentro le aule".

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Nei giorni scorsi nell'atrio della scuola è stato fatto il primo collegio dei docenti all'aperto. Una soluzione temporanea. "Difficoltà operative che speriamo si risolvano nel primo mese", dice Catania, per il quale non c'è alternativa all'apertura dei cancelli. "E' una priorità assoluta", soprattutto in quartieri difficili come il Cep, dove la scuola è "un presidio di legalità e democrazia". "L'unico, perché qui non c'è neppure una caserma dei carabinieri - taglia corto il preside che è anche assessore comunale alla Mobilità -. Ogni minuto di chiusura è un minuto regalato all'illegalità e alla criminalità".  E se l'apertura delle scuole è una priorità "ben venga tutto ciò che va nella direzione della tutela della salute e della prevenzione", come i test Covid agli studenti con l'esame della saliva. A patto, però, di evitare "psicosi di massa e demonizzare la scuola come se fosse l'unico veicolo di contagio del virus. Ogni contributo alla prevenzione, anche il più piccolo, è utile - sottolinea Catania -. Tutti noi siamo impegnati a garantire il distanziamento e un ritorno in classe in sicurezza ma la scuola da sola non può impedire la diffusione del Covid. Serve la collaborazione di tutti i cittadini, a partire dalle famiglie". Per il preside della Giuliana Saladino il dibattito che da giorni anima talk show e giornali sull'avvio del nuovo anno scolastico "sta alimentando paura" e porta con sé "il rischio di produrre dispersione scolastica soprattutto in alcuni quartieri a rischio come il Cep".

Secondo Catania "siamo davanti a un passaggio epocale ma non c'è un'adeguata attenzione: si scarica tutto sulle scuole". Il preside, con un passato da europarlamentare e una militanza tra le fila di Rifondazione comunista, difende il ministro Azzolina. Nonostante la divergenza di vedute politiche. "Non sono tra quelli che la attaccano e trovo ingeneroso il fuoco di fila nei suoi confronti soprattutto da parte di chi negli anni ha votato le peggiori riforme della scuola dalla Gelmini alla Moratti - dice -. Sta tentando un'operazione molto difficile, in un contesto complicatissimo che negli anni ha visto il comparto massacrato da tagli, dalla riduzione d'organico e dall'aumento degli alunni per classi".

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Fonte AdnKronos

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