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Scuola "Rosolino Pilo" senza banchi, la preside: "Disdicevole strumentalizzare le difficoltà"

Dopo la polemica scaturita dalle foto diffuse dal capogruppo della Lega in Consiglio, Igor Gelarda, arriva la replica della dirigente dell'istituto. Maria Ausilia Lupo: "Il senso della riapertura era quello di far tornare la fiducia alle famiglie e riportare tutto alla normalità"

"C’erano due alternative. O rinviare ulteriormente l’apertura o armarci di coraggio e dire 'Abbiamo un dovere morale'. Fare scuola non significa solo avere banchi e sedie". Il dirigente scolastico della scuola dell’infanzia e primaria Rosolino Pilo, Maria Ausilia Lupo, respinge le accuse al mittente dopo la polemica: in queste ore, infatti, circola sul web e in diverse chat una foto che ritrae degli alunni seduti sulle sedie ma senza i banchi. La preside dell’istituto non smentisce, ma non perde tempo a spiegare una verità agli antipodi rispetto alla narrazione che finora ha accompagnato quello scatto. E con l’occasione mostra come la sua scuola il 14 settembre ha nuovamente accolto 750 alunni, circa 80 docenti e una ventina di collaboratori.

Il caso è nato dopo una denuncia di cui si è fatto portavoce Igor Gelarda, capogruppo della Lega in Consiglio comunale: “Anche a Palermo, come nel resto d’Italia, ci sono state scuole che hanno cominciato il loro anno scolastico nel peggiore dei modi e cioè senza gli strumenti minimi per potere fare lezione - si legge in una sua nota -. Ad esempio ci è giunta una segnalazione, con tanto di foto, dalla scuola elementare Rosolino Pilo, dove i bambini sono forniti solo di sedie e non di banchi. Ma non è purtroppo l’unico caso. Attraverso una interrogazione consiliare ho chiesto all’assessore comunale Giovanna Marano, che si occupa di scuola, di fornirci in tempo reale una mappatura delle scuole materne, elementari e medie di Palermo che hanno problemi collegati alla fornitura di banchi o simili”.

La preside Lupo commenta la vicenda con toni decisi: "Il senso della riapertura il 14 settembre era uno solo: quello di far tornare la fiducia alle famiglie e ridare un nuovo senso di normalità. Che poi si sia passati a strumentalizzare la scuola, piuttosto che incoraggiarla, lo trovo disdicevole. Bisognerebbe invece riconoscere che c’è gente che lavora, con retribuzioni anche misere, trascorrendo letteralmente le giornate in istituto. Ed è sconfortante - ribadisce - pensare che qualcuno denigri tutto ciò anziché riconoscere il merito, il prestigio e l’impegno profuso con sentimento".

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