Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca Piazza Verdi

"Cambiamo la scuola per cambiare il Paese": studenti in piazza, tensione da McDonald's

L'agitazione è organizzata dalla Rete degli studenti medi. Due i cortei di protesta, di cui uno non autorizzato. Schermaglie con la polizia in piazza Castelnuovo. "Vogliamo edifici adeguati e un'alternanza scuola-lavoro che non si trasformi in sfruttamento"

Momenti di tensione davanti al McDonald's

"Cambiamo la scuola per cambiare il Paese". E' lo slogan scelto dalla Rete degli studenti medi, che stamani sono scesi in piazza per dire "no" ai provvedimenti presi dal governo su istruzione e formazione. Gli studenti sono scesi in piazza in due diversi cortei: uno autorizzato, quello della Rete Studenti Medi che è partito dal Giardino Inglese ed è arrivato in piazza Indipendenza. Un secondo corteo non autorizzato è partito invece da piazza Verdi e si è diretto in piazza Castelnuovo davanti a McDonald's. Protagonisti i ragazzi dell'Assemblea studenti medi. I locali di McDonald's sono stati protetti da un cordone di poliziotti in assetto antisommossa. Si sono registrati momenti di tensione. Poi i ragazzi sono andati in via San Basilio nel centro sociale Anomalia. L'iniziativa di oggi segue la giornata di mobilitazione dello scorso 6 ottobre.

"C'è un bisogno impellente - si legge in una nota - di cambiamento per la scuola pubblica che sotto troppi punti di vista non è per niente pubblica. Libri e trasporti a un costo elevato sono solo due fra i tanti esempi di una scuola che non è a portata di tutti. Necessitiamo di una legge regionale al diritto allo studio, che garantisca la continuità del percorso scolastico a tutte le fascie sociali, limitando quella dispersione scolastica che a Palermo, così come in tutta la Sicilia, ha delle percentuali inaccettabili. Parleremo anche di alternanza. Sono ormai due anni che gli studenti si prestano a questa esperienza che purtoppo, in trooi casi, allontana anni luce dall'essere formativa, sfociando a volte nello sfruttamento. Riteniamo assolutamente urgente una riorganizzazione dell'alternanza, i pochi casi positivi riscontrati in questo anno devono servire da esempio in tutta Italia senza lasciare mai nulla al caso e rendendo questa un'esperienza che possa realmente essere formativa per gli studenti. Per questo la Rete degli Studenti Medi porta avanti uno statuto degli studenti in alternanza che possa garantire dei diritti troppo spesso ignorati e calpestati. Inoltre un tema che verrà ribadito sarà quello della necessità di un intervento sull'edilizia scolastica".

Gli studenti palermitani lamentano anche la presenza in città di "strutture fatiscenti, senza riscaldamenti e senza nessuna misura di sicurezza. Perciò dobbiamo riprendere la situazione in mano e richiedere un cambiamento. Siamo pronti ad iniziarlo noi, con tavoli tecnici e con processi vertenziali, sempre dalla parte degli studenti e dei loro problemi".

"Scendiamo in piazza per un’alternanza scuola-lavoro che sia davvero uno strumento formativo - dice Claudia Temperato Coordinatrice della Rete degli Studenti Medi Palermo - un’alternanza che non si trasformi in sfruttamento, e che, in quanto strumento di didattica sia definito e monitorato costantemente. Vogliamo il riconoscimento dei Diritti che ci spettano come studenti nei luoghi di lavoro. Vogliamo un’alternanza giusta! Siamo convinti che la scuola debba tornare ad assumere la funzione di ascensore sociale, costruendo una società che non si fondi sulla povertà e sull'immobilismo, ma che garantisca a tutti gli studenti di raggiungere i più alti livelli di istruzione e di seguire i propri sogni, a prescindere dalle condizioni economiche. Crediamo nel cambiamento verso un nuovo modello di scuola, che sia adatto alle esigenze di tutti gli studenti, senza alcuna disuguaglianza. Bisogna partire dal cambiamento scolastico per arrivare a ottenere un cambiamento sociale e politico".

 “In seguito alla giornata di mobilitazioni del 6 ottobre - afferma Annalisa, dell’assemblea studenti medi e universitari in lotta - abbiamo deciso di rilanciare la protesta verso una data unitaria: quella di oggi! Il 6 ottobre, infatti, ha visto contemporaneamente scendere in piazza gli studenti delle scuole palermitane contro la 'Buona Scuola', l’alternanza scuola-lavoro, caro libri e caro trasporti e ha visto lo svolgersi di un’assemblea di Ateneo convocata da studenti, ricercatori e professori dell’Università degli Studi di Palermo. Due appuntamenti organizzati in momenti e luoghi diversi della nostra città ma che hanno espresso contrapposizione alle politiche che gli ultimi governi hanno riservato al mondo della formazione tutto. Non è un caso, infatti, che gli studenti delle scuole al termine del corteo abbiano deciso di confluire nell’assemblea di Ateneo esprimendo la volontà le prossime giornate di mobilitazione insieme. Il filo conduttore che lega gli studenti in questa fase – continua Annalisa - è riconducibile alla trasformazione radicale che i luoghi della formazione hanno subito a seguito della riforma Gelmini e della 'Buona Scuola'. Queste hanno determinato una restrizione del diritto allo studio, facendo diventare queste due grandi istituzioni pubbliche della formazione, meri strumenti di disciplinamento alla flessibilità, alla competitività e all’accettazione di un lavoro precario, privo di garanzie e retribuzione":

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