Cronaca

Il nuoto come "antidoto" contro la dispersione scolastica, è il progetto "Piscina"

Alla palestra Malù la giornata conclusiva di un'iniziativa avviata a febbraio e rivolta agli alunni di dieci scuole cittadine: "Nuotare non solo come gesto atletico, ma come mezzo per crescere e imparare il valore delle regole e della convivenza"

Il nuoto non solo come gesto atletico, ma anche e soprattutto come mezzo per crescere e imparare il valore delle regole e della convivenza. Tuffo dopo tuffo, bracciata dopo bracciata si prende consapevolezza di sè e del prossimo, si impara a stare a contatto con gli altri e a gestire nuove situazioni. C'è tutto questo nel progetto "piscina", portato avanti dalla palestra Malù con gli alunni di dieci scuole primarie cittadine: Arculeo, Gabelli, Capuana, Colozza-Bonfiglio, Principessa Elena, Ugo, Radice, Pestalozzi-Cavour; Vittorio Emanuele III e Maria Adelaide.

Il progetto era rivolto agli alunni cosidetti "bes", quelli cioè "con svantaggio socio-culturale". Lo scopo non solo quello relativo all'attività natatoria, ma "allo sviluppo dell’autostima, dell’interazione e dell’inclusione, dell’accettazione dell’insuccesso, il potenziamento della capacità di superare le difficoltà, lo sviluppo di una corretta immagine motoria e di sé". Un modo anche per combattere la dispersione scolastica e potenziare l'offerta delle scuole sul fronte dell'attività motoria.

Dieci alunni di ogni scuola hanno avuto l'opportunità di usufruire di una lezione di nuoto a settimana, cimentandosi in attività personalizzate. Un percorso iniziato a febbraio e concluso oggi. "Un'esperienza - spiegano dalla Malù - a trecentosessanta gradi. Imparare a nuotare, o migliorare lo stile per chi ha già uan capacità di base, è molto più che l'unione di una buoan respirazione con la coordinazione di braccia e gambe. E' conoscersi meglio, è imparare a confrontarsi con il mondo con sè e con il mondo esterno. Attraverso l'acqua si acquisiscono nuove consapevolezze e nuove abilità, nuovi approcci che arricchiscono i cittadini di domani e li rendono più capaci di affrontare il mondo esterno".

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