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Martedì, 18 Gennaio 2022
Il caso

Scuola, la Regione ammette: "Contagi alti e monitoraggio difficile, ma lunedì si torna in classe"

Confronto tra il presidente Musumeci e gli assessori all'Istruzione Lagalla e Razza: "Rispettiamo le indicazioni del governo nazionale, la Sicilia è 'zona gialla' e quindi niente Dad tranne che nelle aree ad alta densità di casi". Condivise però le preoccupazioni di presidi e genitori

Nessuna retromarcia. Lunedì gli studenti siciliani torneranno a scuola. In presenza. Le uniche eccezioni potranno riguardare solo le zone attualmente dichiarate "arancioni" e "rosse", dove invece gli alunni potrebbero fare lezione in Dad. Questo quanto rende noto la Regione dopo un confronto tra il presidente Nello Musumeci e gli assessori regionali all'Istruzione Roberto Lagalla e alla Salute Ruggero Razza.

"Le misure urgenti proposte dal governo nazionale per il tracciamento dei contagi da Covid-19 nella popolazione scolastica - si legge in una nota - prevedono approcci differenziati in relazione al numero degli studenti positivi, alla tipologia del ciclo educativo e allo stato vaccinale dei singoli. A questi è necessario attenersi in Sicilia. Infatti, le norme vigenti consentono alle Regioni di intervenire con decisioni autonome solo nel caso di 'zona arancione' o 'zona rossa'".

La Sicilia attualmente si trova in “zona gialla”, quindi "deve applicare le norme nazionali. Pertanto, si impone di alzare l’asticella dei controlli nel pieno rispetto delle regole generali di cautela, a partire dalla didattica a distanza nel caso di soggetti positivi nella scuola primaria e di seguire le regole della sorveglianza sanitaria negli altri casi. Assieme alle altre Regioni - continuano da Palazzo d'Orleans - tenuto conto dell’andamento esponenziale della curva epidemiologica, abbiamo evidenziato, tuttavia, perplessità in ordine alla possibilità di garantire l'assolvimento delle articolate procedure di testing e di monitoraggio sanitario nei tempi e con le modalità contenute nelle disposizioni del Consiglio dei ministri. Ci attendiamo, pertanto, la prevista attività di supporto operativo e di fornitura di dispositivi Ffp2 che sono state delegate alla Struttura Commissariale nazionale, proprio a seguito delle osservazioni avanzate da noi nel corso del dibattito istruttorio che ha preceduto il provvedimento dell’altro ieri".

Ma le proteste di presidi e genitori contrari al ritorno in aula non lasciano indifferenti i vertici regionali. "Non possono rimanere ignorate - spiegano il governatore e gli assessori - le numerose e preoccupate segnalazioni che, in queste ore, sono pervenute da amministrazioni locali e dall'Anci regionale, da rappresentanze sindacali del comparto istruzione e da associazioni di genitori, in relazione alla critica diffusione del contagio e alla temuta sua estensione nelle fasce anagrafiche di studenti con assente o limitata copertura vaccinale. Tutto ciò premesso, il governo regionale conferma di operare secondo le disposizioni del governo nazionale, con l'obiettivo di garantire lo svolgimento delle attività didattiche in presenza e in sicurezza, a partire da lunedì 10 gennaio".

Faranno eccezione, nel rispetto delle prerogative regionali, le “zone ad alta densità di contagi” dichiarate con ordinanza del presidente della Regione, tenuto conto dell’andamento della pandemia, per le quali è prevista la facoltà di procedere con la didattica a distanza, previa ordinanza del sindaco e su conforme parere dell’autorità sanitaria. "Vogliamo ribadire - concludono da Palazzo d'Orleans - il principio che abbiamo applicato fin dall’inizio della pandemia: diritto allo studio e diritto alla salute sono entrambi incomprimibili e vanno assicurati nel rispetto dei più giovani".

"Bene ha fatto l’Assessorato regionale all’istruzione ad aver convocato per domani la task force regionale sulla ripartenza delle attività scolastiche e formative". Così i segretari della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, e della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, che proprio nei giorni scorsi avevano chiesto la convocazione della task force. "La drammatica situazione pandemica - sottolineano - impone ulteriori valutazioni e scelte condivise, al fine di prendere i provvedimenti necessari per garantire la sicurezza del personale e degli studenti".

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