Cronaca

Scuola, torna l’onda della protesta: occupati Croce, Cannizzaro e Nautico

Fra ieri pomeriggio e stamattina varie assemblee straordinarie hanno provocato nuove occupazioni. Dopo dietro front al liceo Scientifico di via Arimondi. Intanto nella notte una ventina di ignoti hanno rotto vetri e saracinesche al Garibaldi

Gli studenti davanti al Cannizzaro stamattina - foto Rosaura Bonfardino

Istituto Nautico, liceo scientifico Benedetto Croce e, nuovamente, il liceo Cannizzaro. Mentre l'alberghiero ipssar Francesco Paolo Cascino ha iniziato una cogestione Torna ad aumentare il numero delle scuole occupate in città mentre al Garibaldi gli studenti che stanno portando avanti la protesta da alcuni giorni hanno dovuto fare i conti con un’incursione notturna di ignoti che hanno rotto saracinesche e vetri dell’istituto

GLI ISTITUTI OCCUPATI - Fra ieri pomeriggio e stamattina varie assemblee straordinarie hanno dato vita a forme estreme di protesta anche al Nautico di corso Vittorio Emanuele, al Croce e al Cannizzaro. L’occupazione continua anche al Garibaldi e al liceo Ernesto Basile dove stamattina gli studenti hanno dato vita a un corteo non autorizzato che è partito da via Fichidindia e che ha in parte  bloccato il traffico prima in via Oreto e poi in via Roma. Domani si deciderà la forma di protesta da adottare al liceo classico Vittorio Emanuele II.

IL CASO CANNIZARO - Dopo la decisione presa ieri dagli studenti di revocare l'occupazione dell'istituto, questa mattina é stata convocata un'assemblea straordinaria per scegliere la forma di protesta più opportuna. Gli studenti si sono così divisi tra pro e contro: oltre 900 i favorevoli all'occupazione, 600 i contrari, 100 gli astenuti. Mentre gli studenti dentro al liceo esultano e fanno scendere uno striscione in cui si legge "Cannizzaro occupato" e intonano cori e slogan per confermare la loro forma di protesta, fuori dalla scuola restano, almeno momentaneamente, gli studenti che ad essa si oppongono.

“Purtroppo siamo la minoranza - dice una studentessa con dei libri in mano -. Vorremmo che si facesse lezione normalmente e non si perdesse tempo. La cosa che più mi preoccupa è che alla fine dell'occupazione troveremo la scuola distrutta”. “Io ho votato contro e sono tra quelli che ieri hanno fatto 'disoccupare' - dice un altro studente -. Daremo un giorno di tempo a chi ha deciso di restare dentro. Se ci saranno tutti i 900 studenti che hanno votato a favore, io e i miei compagni ci uniremo, altrimenti cercheremo di farla disoccupare nuovamente”.

RAID AL GARIBALDI - Una ventina di persone con il volto coperto da un passamontagna sono entrati all’interno della succursale del liceo Garibaldi di via Arimondi e, dopo aver forzato la saracinesca, hanno lanciato fumogeni all’interno dell’istituto. Dalla facciata del palazzo, poi, è stato anche tolto lo striscione, che era stato affisso quando è cominciata la protesta.

RETE STUDENTESCA - "La Rete studentesca - si legge in una nota - ritiene queste azioni, di evidente matrice fascista, inaccettabili. Il Coordinatore della Rete palermitana, Riccardo Giuliano, afferma: “Anche se spesso abbiamo pareri discordanti, ma comunque sempre aperti a un sereno dialogo, esprimiamo massima solidarietà agli studenti che questa notte sono stati protagonisti della follia dell'estrema destra palermitana. I valori antifascisti sono naturalmente condivisi. Tra gli studenti dovrebbe governare un clima aggregativo, coeso, basato sull'unione e la forza collettiva, quest'ultima accesa da una reale volontà di cambiamento, purtroppo, a causa di una minoranza della realtà studentesca cittadina, ciò non è sempre possibile”.

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(Ha collaborato Rosaura Bonfardino)

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