Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Resuttana-San Lorenzo / Via Giovanni Fattori

Scuola, dilaga la protesta: occupato anche l'istituto Cascino

"Meglio occupanti oggi che disoccupati domani #iononvoglioemigrare". Con queste parole impresse su uno striscione il Coordinamento Studenti Medi annuncia l'ennesima occupazione. Nuovo corteo di protesta in programma per il 29 novembre

Lo striscione affisso all'Istituto Cascino

L'ondata delle occupazioni è travolgente e dilaga anche all'Ipssar Cascino. "Meglio occupanti oggi che disoccupati domani #iononvoglioemigrare". Queste le parole che si leggono sullo striscione che campeggia anche nell'ultima scuola occupata. Tramite una nota stampa il Coordinamento Studenti Medi lancia l'ennesimo corteo di protesta, in programma per il prossimo 29 novembre e in partenza dal Teatro Masimo.

Parole dure che si riferiscono direttamente al clima di profonda crisi economico-finanziaria "che si respira ormai da tempo e alle politiche di austerity fino ad ora attuate - spiegano gli studenti - che hanno avuto come unico e diretto effetto l'impoverimento delle famiglie. Figli di precari, siamo noi stessi precari e su di noi e le nostre famiglie grava il peso di una crisi che noi non abbiamo di certo generato".

La contestazione monta per un "diritto all'istruzione negato attraverso una scuola sempre più invischiata nelle logiche di profitto e mercato: l'aumento del costo dei libri, i tagli al settore dell'istruzione che i governi negli ultimi trent'anni hanno portato avanti, la scarsa manutenzione degli edifici scolastici, una mobilità non gratuita che ci impone il pagamento del biglietto Amat per raggiungere scuola, ma soprattutto pensando al nostro futuro non vogliamo esser costretti ad emigrare per ricercare una migliore qualità della vita ma vogliamo costruirla qui insieme ai nostri coetanei e ai nostri affetti".

"Ci stanno letteralmente privando della possibilità di costruirci un futuro, le uniche certezze che ci danno - afferma Sonia Jerbi del Coordinamento Studenti Medi - sono precarietà, disoccupazione, costrizione all'emigrazione, pertanto in risposta noi partiamo dal presente provando a costruire spazi di socialità all'interno delle nostre scuole in cui poter discutere, socializzare e organizzare la nostra ferma contrapposizione allo stato attuale invitiamo pertanto tutti gli studenti e le studentesse delle scuole di Palermo ad entrare in agitazione con occupazioni, autogestioni o blocchi della didattica". Sale la conta degli istituti coinvolti, oltre all'Ernesto Basile, il Marco Polo, l'Umberto I, il Ninni Cassarà ed il Benedetto Croce e l'Itc Ferrara.

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