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La scuola Montegrappa

La scuola Montegrappa

Dad, lo sfogo di una mamma: "Connessione pessima, negato diritto allo studio a soggetti fragili"

I suoi tre figli frequentano la scuola Montegrappa, e uno di loro combatte contro un grave problema di salute. Per questo non possono far lezione in presenza: "A volte passano ore davanti a un monitor vuoto". La replica: "Siamo intervenuti per risolvere il problema: dispositivi funzionanti"

"Negato il diritto allo studio ai soggetti fragili della scuola Montegrappa". La denuncia arriva da Manuela Chimenti, mamma di due gemelli e di una bambina che frequentano una quarta e una seconda dell'istituto che si trova al villaggio Santa Rosalia e che al momento sono in Dad (didattica a distanza). "La connessione fissa del plesso - racconta a PalermoToday - va a singhiozzo e i miei figli passano ore davanti a un monitor vuoto: o si vede l'immagine e non si sente la voce del docente o accade il contrario". "La pandemia - commenta l'assessore alla Scuola Giovanna Marano - ci ha insegnato che abbiamo bisogno di infrastrutture che consentano la continuità nella Dad così come nello smart working. Il diritto allo studio va salvaguardato. Per questo - conclude - il Ministero ha stanziato delle risorse per le istituzioni scolastiche". 

Uno dei due gemelli, di appena nove anni, dall'età di due anni combatte contro un mostro chiamato coleostatoma che ha sconfitto per quattro volte, per cui è in cura dal 2016 al Meyer di Firenze. "Venerdì - spiega la mamma - siamo tornati dal Meyer e abbiamo scoperto che mio figlio ha anche una mutazione genetica del gene cav3. Ora è casa con suo padre mentre io sono all''Ospedale dei Bambini' con suo fratello che è ricoverato in seguito ad una caduta avvenuta martedì scorso durante un tentativo di Dad: mentre era seduto gli si sono addormentate le gambe ed è finito per terra. Si potrebbe trattare - continua - di un avvertimento neurologico: un modo attraverso il quale il corpo ci dice che anche lui ha una mutazione genetica del gene cav3. Per scoprirlo - prosegue - bisogna fare l'estrazione del dna". A causa dei rilevanti problemi di salute dei due bimbi, a gennaio quando il sindaco Orlando ha riaperto le scuole, Manuela Chimenti ha chiesto la Dad per tutti i suoi figli: "L'ho chiesta anche per la sorellina che pur essendo un soggetto sano può essere veicolo di trasmissione del Covid. La preside ci ha accordato la richiesta, ma sono iniziati i problemi a causa della pessima connessione della scuola. Nella classe di mia figlia - continua la mamma - sono quattro gli alunni che fanno la Dad e anche lì hanno gli stessi problemi". 

Il problema è stato segnalato più volte al dirigente scolastico Rosalia Marturana e anche al Provveditorato agli studi. La scuola ammette che la connessione è stata assente o ha funzionato male, ma sostiene di aver fatto il possibile per mettere fine ai disagi: "Nella settimana scorsa - scrive il dirigente in un documento datato 22 febbraio - sono state segnalate anomalie di funzionamento della rete internet del plesso Montegrappa ed è stato disposto il controllo da parte del responsabile incaricato prof Gagliano al fine di identificare la provenienza della mancanza di connessione. Poiché tutti gli apparati risultavano funzionanti è stato tempestivamente richiesto intervento alla Telecom, ditta presso cui la scuola ha un contratto per la linea internet. Tale intervento è stato effettuato nella giornata odierna a risoluzione, si spera, della problematica di instabilità della linea".

Il plesso è fornito di linea internet con fibra a banda garantita, tale da garantire la molteplicità degli accessi che servono al momento 14 classi e la stessa tipologia di contratto è in uso nel plesso Falcone dove oltre le 18 classi sono serviti i 15 computer della segreteria con accesso continuo alla rete. "Chiaramente - continua la preside - i dispositivi tecnologici, a volte, difettano nel funzionamento e non è sempre immediata la risoluzione delle problematiche in assenza di tecnici specifici e su segnalazioni generiche provenienti dagli utilizzatori, per cui basta un cavo disallineato o un interruttore impropriamente spento per causare anomalie di funzionamento. Corre l’obbligo di precisare - conclude Marturana - che questa dirigenza ha impegnato tutte le professionalità disponibili per la risoluzione della problematica, intervenendo anche personalmente nel plesso per verificare la connessione di tutti i dispositivi, che alle 10,30 della giornata odierna risultavano nuovamente funzionanti. Ulteriori interventi tecnici sono stati già richiesti e programmati in settimana al fine di migliorare la qualità del servizio".

Nonostante gli sforzi, sembrerebbe però che il problema persista: "I bambini continuano a collegarsi a intermittenza. Anche questa mattina alle 8 la connessione non funzionava bene. Spesso gli insegnanti, a cui va tutta la mia stima, utilizzano i loro giga personali per riuscire a farsi vedere e sentire. Perchè la scuola non si può permettere le sim dati e far sì che i docenti non siano costretti a collegarsi con le proprie?", si chiede Manuela Chimenti. "I problemi alla connessione in fibra ci possono essere - conclude - ma ci sono anche le soluzioni per garantire continuità e il diritto allo studio ai nostri figli".

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