Scuola, studenti in corteo per chiedere un "cambio di prospettiva"

L'agitazione è organizzata dal coordinamento Studenti Medi. I ragazzi, appartenenti a diversi istituti cittadini, sfileranno per il centro città fino a piazza Indipendenza

Foto Carola Catalano

Nuova protesta degli studenti contro la riforma della scuola varata dal governo Renzi. L'agitazione è organizzata dal coordinamento Studenti Medi. I ragazzi, appartenenti a diversi istituti cittadini, si sono dati appuntamento a piazza Verdi  (un altro gruppo partirà da piazza Castelnuovo ndr) per sfilare in corteo fino a piazza Indipendenza. Già ieri un gruppo di studenti aveva dato vita a una manifestazione davanti al punto vendita Mc Donald's al Politeama.

"Oggi più che mai, in un periodo storico di totale indifferenza, di avanzata dei fascismi e degli individualismi che stanno smembrando completamente il pensiero collettivo e l'analisi ampia in prospettiva futura, la prima a perdere è l'istruzione", dice Flavio Lombardo, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Sicilia.

Secondo i promotori della manifestazione "le misure del Governo non sembrano avere una visione d’insieme e di lungo termine in grado di invertire queste tendenze. La legge di bilancio 2017 per la prima volta dopo anni interviene sul diritto allo studio consolidando l’aumento di 50 milioni di euro per il Fondo Integrativo Statale per le borse di studio. Una direzione giusta ma non sufficiente nemmeno a eliminare vergogna degli idonei non beneficiari, come invece è stato più volte promesso dal ministero. Anche nella scuola l’intervento è dello stesso tenore, all’interno della legge di Bilancio il diritto allo studio scolastico non è assolutamente preso in considerazione. Nel nostro Paese concludere il percorso di studi superiori diventa sempre più complesso, soprattutto per gli studenti provenienti dalle fasce di reddito più basse, viviamo un contesto formativo completamente privo di servizi e di tutele, siamo costretti a frequentare strutture inadeguate e fatiscenti e in questo senso le misure del governo in materia di Edilizia scolastica sono assolutamente insufficienti". 

"Il 17 novembre 1939 - sottolineano dal Coordinamento - le truppe naziste fanno irruzione all’interno dell’Università Carolina di Praga uccidendo 9 studenti e deportandone più di 1200 nei campi di concentramento. Nello stesso giorno, tutte le università dell’allora Cecoslovacchia vengono chiuse. Le atrocità naziste avvengono in reazione alle proteste pacifiche guidate dagli studenti contro l’occupazione tedesca. Dal 1941, questa data è stata celebrata come Giornata Internazionale dello Studente. In tutto il pianeta gli studenti continuano a lottare contro la repressione, per il fondamentale diritto umano di accedere all’istruzione gratuitamente a tutti i livelli e per una società inclusiva e democratica. Oggi, nel 2016, dalle città di Palermo a quella di Udine, gli studenti scendono in piazza per non dimenticare e per continuare la stessa battaglia".

Lo slogan scelto dagli studenti è #cambiodiprospettiva, "per non dimenticare il 17 novembre e per continuare una lotta di miglioramento perpetuo in un'ottica europea, progressista e collettiva".

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Negata agli universitari un’aula per un’assemblea sul no al Referendum. “Agli studenti – spiega Silvia Fabra, del Collettivo Universitario Autonomo - è stata negata per domani, venerdì 18, attraverso il rifiuto di una richiesta scritta, la possibilità di organizzare un’assemblea espressamente per il no al referendum. L'assemblea era stata pensata proprio per creare un momento di discussione e collettivizzazione della presa di posizione del corpo studentesco rispetto al Referendum, cosa che evidentemente non è ben gradita alla governance universitaria.  E’ di pochi giorni fa, infatti, la circolare dei due rettori Fabrizio Micari e Davide Pignataro (rispettivamente di Palermo e di Catania) che impedisce agli studenti di organizzare dibattiti referendari, senza contraddittorio.”

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