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Cronaca

Pagati poco e tardi, gli assistenti alla comunicazione rinunciano e i bambini disabili restano "soli" a scuola

Il 30% degli alunni degli istituti comunali è senza assistenza. Lo sfogo di una professionista: "La nostra retribuzione è a ore, per arrivare a fine mese dobbiamo fare altro". La mamma di un bimbo autistico: "Mio figlio non riesce a seguire, così non impara nulla". Rosi Pennino (ParlAutismo): "Serve un incontro con il Comune"

Circa il 30% dei bimbi disabili che frequentano le scuole dell'obbligo comunali a Palermo sono ancora senza assistenti all'autonomia e alla comunicazione. Il motivo? Gli operatori qualificati a svolgere il delicato compito di mediatori tra l'alunno e le altre figure presenti in classe stanno rinunciando all'incarico perchè precari e senza garanzie, perchè hanno vinto il concorso per i docenti di sostegno o semplicemente perchè hanno scelto di fare un altro lavoro più sicuro. "Non abbiamo un contratto - spiega l'assistente all'autonomia Marzia Lo Giudice - ma un patto di adesione con il Comune che ci paga a ore. Se un bambino non viene a scuola, non veniamo pagate. Se si ammala per un mese noi non percepiamo la retribuzione e accade lo stesso se si ritira o cambia città perchè non ci assegnano un altro caso. Siamo dei liberi professionisti e non abbiamo diritto a malattia, maternità o ferie. Inoltre quest'anno - aggiunge Lo Giudice - invece di avere una copertura fino a giugno, come avviene di solito, abbiamo un incarico fino a dicembre. Dopo dovrebbero rinnovarcelo ma non abbiamo certezze".

Le difficoltà per chi svolge questo lavoro non finiscono qui. Per avere una retribuzione che gli permetta di arrivare a fine mese questi professionisti sono costretti ad avere un secondo lavoro o accettare almeno un secondo incarico da un'altra scuola. "Veniamo pagati 11,50 euro netti all'ora e un bimbo disabile ha diritto al massimo a 14 ore di assistenza. Io seguo un bambino da anni e trascorro con lui 12 ore a settimana. Ho accettato anche quest'anno l'incarico perchè non me la sono sentita di lasciarlo per un motivo affettivo. Ho preso anche il secondo incarico in un'altra scuola perchè non mi bastava quella retribuzione per vivere. Il problema del secondo incarico è che devi riuscire a incastrare le ore del primo con quelle del secondo e non sempre si riesce a trovare incarichi compatibili nelle ore in cui l'alunno ha la necessità di essere seguito". 

E così a farne le spese sono i bambini. "Come famiglie siamo solidali con gli operatori che denunciano anche ritardi nei pagamenti ma - dichiara la presidente di ParlAutismo Rosi Pennino - a pagarne non possono essere i nostri figli. Bisogna aprire immediatamente un tavolo con l'assessorato alla Pubblica istruzione del Comune per impedire che i bambini 'speciali' restino a scuola senza assistenza".

Dal Comune fanno sapere che stamattina, altri 22 professionisti chiamati al secondo incarico hanno dato la loro disponibilità, firmando l'atto di adesione. Grazie a loro è stato superato il 70% della copertura del servizio. Tra domani pomeriggio e giovedì mattina, sono convocati centinaia di professionisti per verificare la disponibilità ad un terzo incarico. "Gli uffici - spiega l'assessore Marano a PalermoToday - stanno lavorando in emergenza e continueranno a farlo per chiamare gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione in graduatoria. Non appena l'elenco si esaurirà, cosa che dovrebbe avvenire nei prossimi due giorni, se dovesse essere necessario prepareranno un avviso di natura straordinaria per completare gli incarichi di quest'anno. Il servizio di assistenza specialistica è decisivo nel processo di inclusione scolastica e come tale verrà garantito ad alunne e alunni che ne hanno diritto, come negli anni precedenti".

Il ruolo svolto dagli assistenti è infatti fondamentale per l'integrazione dei disabili in aula. "Mio figlio - racconta Vincenza Conigliaro, mamma di un bimbo autistico che frequenta la scuola media Vittorio Emanuele Orlando - se non ha qualcuno che lo aiuta a seguire non riesce a farlo da solo quindi senza questa figura non impara nulla. Io mi sento anche in colpa a portarlo a scuola perchè è come se li posteggiassimo lì. Mi appello all'assessore affinchè gli assistenti possano avere un contratto adeguato alle loro competenze e i nostri figli un diritto che gli spetta per legge".

I bimbi autistici, a differenza di altri disabili, hanno diritto alla continuità ma il figlio di Conigliaro quest'anno ha cambiato scuole e la sua assistente non ha potuto seguirlo. "Di solito a settembre vengono fatte le comunicazioni agli assistenti che il 4 ottobre prendono servizio per tutto l'anno. Quest'anno però - prosegue la mamma - il Comune ci ha fatto questo bel regalo. E' inaccettabile privarli dell'assistenza all'autonomia e alla comunicazione. Noi abbiamo già le nostre difficoltà quotidiane da affrontare, questa è gratuita. Se le cose non dovessero cambiare a breve - conclude Conigliaro - credo sia il caso di andare in piazza e organizzare una protesta". 

Una soluzione per risolvere il problema velocemente ci sarebbe. "Proporremo all'assessore - spiega Pennino - di creare un protocollo d'intesa con gli enti che sono già accreditati con l'ex provincia, ora Città metropolitana, per gestire l'assistenza nelle scuole superiori. Così da evitare che i bimbi delle elementari e delle medie restino tutto l'anno senza questa figura". Così facendo a contrattualizzare gli operatori e quindi a pagarli sarebbero gli enti e non il Comune come accade adesso. "Anni fa - afferma Pennino - il Comune di Palermo approvò un regolamento per gestire il servizio di assistenza alla comunicazione e fu creato anche un albo all'assessorato alla Pubblica istruzione dove si possono iscrivere gli assistenti che hanno il titolo previsto dal regolamento per operare. Ora questo albo è superato perchè la copertura del servizio è diventata obbligatoria per legge, la figura quindi deve fare parte dell'organico della classe e della scuola. Auspichiamo quindi che gli assistenti all'autonomia al momento iscritti nell'albo del Comune vengano contrattualizzati e stabilizzati dal Miur. Sul piano contrattuale è chiaro che la questione deve essere affrontata dai sindacati". 

"C'è un regolamento, che non si può cambiare in corso d'opera - dichiara l'assessore Marano - al quale bisogna attenersi. Nel corso di questi anni ha assicurato un servizio di ottima qualità. Questo non vuol dire che non possa essere modificato ma di certo non possiamo farlo adesso. Per quanto riguarda l'assunzione dei professionisti, al di là del fatto che il Comune non è nelle condizioni di poter procedere, credo che nessun Comune abbia assunto nel proprio organico gli assistenti alla comunicazione e all'autonomia".

Eppure l'assunzione oltre a dare serenità ai professionisti del settore darebbe continuità al servizio. "Se il ministero ci assumesse - conclude Lo Giudice - potremmo dare più garanzie agli alunni da noi seguiti ed avere anche maggiore gratificazione professionale e stabilità economica". La precarietà che attualmente caratterizza il settore porta invece molti professionisti che potrebbero svolgere il ruolo (per fare gli assistenti all'autonomia per il Comune di Palermo è richiesta la laurea specialistica), ad optare per un altro mestiere.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere Ottavio Zacco, per il quale "Le continue rinunce da parte degli assistenti all'autonomia e comunicazione non fanno altro che confermare una scelta errata da parte dell'Amministrazione attiva che ormai è sempre più distante dalla realtà e dalle esigenze della città, continuando a parlare di una visione che non esiste più. Nel corso del tempo le condizioni lavorative degli operatori specializzati, e con esse quelle degli studenti con disabilità, invece che migliorare sono, via via, peggiorate, passando dai contratti di collaborazione all'attuale formula di 'atto di adesione' voluta dall'assessore, scelta da noi subito contestata".

"Chiediamo all'amministrazione - aggiunge Zacco - di adeguarsi alla proposta di una formula, coerente a quella della stessa Città Metropolitana e delle altre Ex Province, come anche a quella del Comune di Catania che sta già provvedendo alla modifica del proprio Regolamento nella medesima direzione, che consenta l’erogazione dei servizi di assistenza specialistica nel rispetto delle norme e dei diritti di studenti ed operatori: recependo una legge regionale che dia seguito all’applicazione di Linee Guida precise in ordine al servizio di assistenza all’autonomia e comunicazione o pervenendo alla modifica del Regolamento, cosa della quale ci faremo portavoce in consiglio anche su istanza di Aca Sicilia, associazione regionale assistenti all’autonomia e comunicazione, che già tre anni fa si era fatta promotrice di una proposta in tale direzione".

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