Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Zen

Zen, corsi fantasma e cibo sottratto agli studenti: verso il processo l'ex preside della scuola Falcone

Chiusa l'inchiesta per Daniela Lo Verde, per il suo vice, Daniele Agosta, e per Alessandra Conigliaro: ad aprile erano stati arrestati per corruzione e peculato. Secondo i pm, le lezioni finanziate con fondi dell'Ue non si sarebbero mai tenute e le firme degli alunni sarebbero state falsificate. Intanto il direttore dell'Usr inaugurerà l'anno nell'Istituto

"Mi porto tutto a casa", è così che diceva l'ex preside dell'istituto comprensivo Giovanni Falcone dello Zen, riferendosi al cibo destinato in realtà alla mensa degli alunni. Daniela Lo Verde non si sarebbe appropriata solo delle scorte alimentari (anche alla vigilia del Festino e in vista di una vacanza a San Vito Lo Capo), ma pure di strumenti tecnologici destinati ai ragazzi. Adesso per lei, ma anche per quello che era il suo vice, Daniela Agosta, e per una terza indagata, Alessandra Conigliaro, che avrebbe fornito alla scuola proprio i dispositivi tecnologici, la Procura europea ha chiuso l'inchiesta con la quale i tre erano stati arrestati ad aprile scorso per corruzione e peculato.

I sostituti procuratori Gery Ferrara ed Amelia Luise, che hanno coordinato l'indagine dei carabinieri, si apprestano a chiedere quindi il rinvio a giudizio dei tre, che durante gli interrogatori di garanzia avevano scelto tutti di non rispondere alle domande del gip. Prosegue un secondo filone investigativo nel quale sono coinvolte altre persone.

La preside e il cibo per la mensa degli alunni: "Mi porto tutto a casa"

L'indagine aveva svelato un modus operandi all'interno della scuola, presidio (non solo simbolico) di legalità in uno dei quartieri più difficili della città, scandaloso: i corsi finanziati con fondi dell'Unione europea, infatti, sarebbero stati realizzati soltanto sulla carta. Gli alunni, per l'accusa, non avrebbero partecipato alle lezioni, ma quando l'ex preside aveva appreso di essere sotto inchiesta (con un avviso di proroga delle indagini), avrebbe cercato di rimediare al pasticcio, recuperando le firme degli assenti (che sarebbero state falsificate da altri docenti), offrendo loro pasta al forno e rosticceria pur di farli venire a scuola.

I corsi fantasmi e le firme falsificate: "Così finisco in carcere..."

Ma al centro delle indagini c'è anche l'affidamento di un progetto da 10.500 euro per la fornitura della mensa: Lo Verde, secondo i pm, avrebbe deciso di cambiare la determina con cui il servizio era stato affidato ad una nota pasticceria della città, quando i titolari si sarebbero rifiutati di modificare una fattura. Lo Verde si sarebbe così rivolta ad un altro locale.

Oltre al cibo per la mensa, Lo Verde e il suo vice avrebbero messo le mani anche su almeno tre iPhone, che i due avrebbero ricevuto da Conigliaro. Una "tangente", secondo gli inquirenti, che quest'ultima indagata avrebbe consegnato per assicurarsi proprio la fornitura di dispositivi tecnologici nella scuola. Agosta in un'intercettazione si lamentava pure del "giocattolino" ricevuto, che non sarebbe stato di suo gradimento: "Io volevo il 13 Pro...", diceva infatti.

I capricci del vicepreside: "Io volevo il 13 Pro..."

Intanto, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Giuseppe Pierro, mercoledì alle 9.30, inaugurerà l'anno scolastico proprio nella scuola dello Zen e simbolicamente consegnerà a una rappresentanza di alunni il materiale dissequestrato e restituito in questi giorni all'istituto comprensivo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Zen, corsi fantasma e cibo sottratto agli studenti: verso il processo l'ex preside della scuola Falcone
PalermoToday è in caricamento