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L'età di presidi e docenti frena la vaccinazione nelle scuole: troppo "anziani" per AstraZeneca

Al mondo della scuola è stato destinato il farmaco anti Covid dell'azienda anglosvedese, ma ancora il ministero non ne autorizza l'uso per chi ha più di 55 anni. Un limite che impatta con l'età media di chi siede in cattedra. A Palermo su 18.007 docenti di ruolo, 7.588 superano il limite

La scuola siciliana? Non un mondo per giovani. In cattedra, come docenti di ruolo, un esercito di over 55 e pochi under 40. Su 75.777 insegnanti a tempo indeterminato 34.392 hanno da 55 anni in sù e solo in 3.934 hanno 40 anni o meno. Non è meglio per quanto riguarda i dirigenti scolastici: su 760 solo 306 hanno meno di 55 anni. Palermo segue l'andamento dell'Isola: su 18.007 docenti di ruolo, 7.588 hanno almeno 55 anni. Per quanto riguarda i presidi, su 175 hanno in 93 hanno da 55 a salire. 

Tra gli insegnanti di religione cattolica su 1.289 assunti (235 a Palermo) nessuno ha meno di 40 anni, appena 113 ne ha meno di 49, solo 329 si colloca nella fascia d'età tra i 50 e i 54 anni, mentre in 847 hanno più di 55 anni (145 a Palermo). 

I dati sono forniti dall'Ufficio scolastico regionale. E, alla luce dell'emergenza Covid, sono numeri che "pesano". Il vaccino AstraZeneca, a differenza di quello Pfizer e Moderna, è sconsigliato per gli over 55. E sempre AstraZeneca è stato scelto per la vaccinazione del personale della scuola con la campagna avviata lunedì. Solo nelle ultime ore la commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco ha dato parere positivo per la somministrazione ai soggetti fino ai 65 anni purchè in buone condizioni di salute. Manca però la circolare del ministero della Salute che renda operativa l'indicazione. Numeri alla mano quindi, a oggi, in Sicilia quasi un insegnante su due non potrà ricevere il farmaco perché troppo anziano. I capelli "grigi" che caratterizzano il nostro mondo scolastico rischiano di essere un freno alla campagna vaccinale e quindi all'immunizzazione di una delle categorie più esposte al Covid 19. Un'altra grana insomma sull'accidentato percorso della scuola. L'ultima di una lunga serie: dai mesi di dad con i problemi materiali e di "adattamento" della didattica ai ritardi nella fornitura dei banchi monoposto; dalla necessità di trovare nuovi spazi per evitare le "classi pollaio" alla redazione dei protocolli anticontagio; dal rebus trasporti alla possibilità ventilata dal neo premier Draghi di rivedere l'intero calendario scuolastico.

Anche tra il personale amministrativo e tecnico il rapporto è sbilanciato a favore di coloro che hanno un’età anagrafica decisamente avanzata: a fronte di 19.196 assistenti Ata, nell’Isola infatti operano di ruolo appena 36 lavoratori con meno di 29 anni, mentre sono 13.029 quelli sopra i 55 anni. A Palermo su 4.463 impiegati Ata, ben 2.963 hanno almeno 55 anni compiuti.

"La verità – commenta il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico – è che bisogna ridurre l’età della docenza scolastica e del personale Ata, sottoposti a diffuso e gravoso stress psicofisico, con derivante alto rischio biologico, unito all’attuale pesante gap generazionale tra personale scolastico e discenti. Va rivisto l’intero reclutamento con corsi abilitanti annuali, concorsi più snelli e anche per soli titoli, oltre che assunzioni direttamente da graduatorie d’istituto. Appare sempre più indispensabile, quindi, allargare l’attuale finestra di pensione anticipata prevista soltanto per il personale delle forze armate, considerando ‘gravoso’ il lavoro svolto in tutti gli ordini scolastici. I posti che si renderanno liberi, tra l’altro, verrebbero aggiunti a quelle immissioni in ruolo dei precari storici, con oltre 36 mesi, che il Comitato europeo dei diritti sociali ha detto di attuare".
 

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