Scuola e pandemia: come li coniughiamo?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La scuola è stata sicuramente uno degli ambiti più colpiti da questa pandemia, ma per fortuna la maggior parte delle scuole si sono adattate a questa situazione di emergenza. Dal punto di vista dei ragazzi è stata un’ ottima alternativa, soprattutto nella prima fase di emergenza, dove il virus era molto sconosciuto, dopo circa 6 mesi di didattica a distanza i ragazzi affermano che è una buona alternativa, ma da non comparare assolutamente alle lezioni in presenza: l’attenzione, la concentrazione che si ha in presenza è inimitabile. La proroga della didattica a distanza può influire non solo sulla preparazione scolastica degli studenti, ma anche in quella sociale poiché manca il confronto sociale, l’interagire con gli altri; ciò porterà delle lacune non solo didattiche ma anche dal punto di vista psico-sociale.

Oltre i problemi sociali e didattici non vanno però trascurati anche i problemi tecnici riscontrati da molti studenti che non riescono a seguire correttamente le lezioni. La didattica a distanza ha creato anche la “dispersione scolastica” poiché molti istituti in situazioni economiche non avvantaggiate non hanno ricevuto agevolamenti dallo stato, molti ragazzi si sono sentiti abbandonati in questa situazione dove la compagnia, il confronto è la cosa più importante. Ci auguriamo di ritrovarci tutti in classe il 1 febbraio senza ulteriori proroghe e ci auguriamo che il governo stia lavorando per questo rientro. Tuttavia se ciò non dovesse accadere per salvaguardare la nostra salute allora non manca a noi giovani la creatività per vivere al meglio una situazione di stasi.

Di Francesco Abbadi, Don Bosco Ranchibile Palermo

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